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Come spiegare (bene) la verità sui vaccini. Il caso Vaccine Today

Il portale di informazione sul tema, accreditato dall'Oms, che risponde con i fatti alle domande degli utenti. Ed evita di accanirsi in inutili e faticose battaglie contro la violenta minoranza no vax

7 Novembre 2018 alle 19:54

Come spiegare (bene) la verità sui vaccini. Il caso Vaccine Today

Una manifestazione no vax (foto Imagoeconomica)

In inglese si chiama “vaccine hesitancy”, letteralmente l'“esitazione vaccinale”, e riassume in un termine l'incertezza, la riluttanza, l'indecisione verso l'argomento vaccini. ScienceDirect, portale tra i più importanti al mondo che raccoglie articoli e paper di ricerca scientifica e medica, ha recentemente pubblicato il numero della rivista Vaccine dedicato a questo argomento e a come si può superare un problema che, soprattutto oggi, ha assunto dimensioni rilevanti al punto da diventare un pericolo per la salute dei cittadini. 

   

I vaccini infatti, spiega l'editoriale della rivista, “salvano almeno 5 vite al minuto, ma potrebbero salvarne molte di più. Circa 1,5 milioni di morti, l'equivalente di 8 jumbo jet che si schiantano ogni giorno, potrebbero essere evitati se la diffusione globale dei vaccini fosse aumentata”. Ovviamente, sottolinea la rivista, si tratta di un lavoro tutt'altro che semplice: “Ci sono diversi fattori che facilitano o ostacolano la diffusione dei vaccini. Fattori che variano dai problemi logistici a quelli di natura socio-psicologica”. La rivista analizza nel dettaglio questi fattori (c'è anche uno studio qualitativo delle madri che sono esitanti sui vaccini) e analizza anche possibili soluzioni.

 

Una di queste si chiama Vaccine Today. Si tratta di un portale di informazione sul tema dei vaccini nato nel 2011. Il board editoriale è composto in gran parte da medici (c'è anche l'italiano Paolo Bonanni) cui si aggiungono rappresentanti di gruppi di pazienti come la fondatrice dell'associazione IoVaccino, Alice Pignatti, fino al responsabile del dipartimento Vaccini della Sanofi, Angus Thomson. Sono loro a raccontare, sulla rivista, perché Vaccine Today può rappresentare un caso di studio: ormai la maggior parte delle persone si informa sul tema attraverso la rete e così i produttori europei di vaccini hanno deciso di sviluppare una piattaforma online che potesse rispondere in tempo reale e con argomentazioni fattuali alle domande degli utenti.

  

A far scattare l'allarme, spiegano, sono state le carenze comunicative sulla pandemia di influenza H1N1 (la cosiddetta influenza suina) nel periodo 2009/2010. L'obiettivo finale non è assolutamente quello di fare pubblicità (in quasi 9 anni, sottolinea il paper, nessun prodotto è stato mai nominato all'interno degli articoli) e i finanziatori del progetto vengono chiaramente indicati. 

 

Il complottismo no vax, ovviamente, dirà che si tratta di “informazione teleguidata”. Ma nel 2012 la fondazione Health on the net, organizzazione no profit legata all'Organizzazione mondiale della Sanità che si occupa di promuovere l'informazione sanitaria trasparente e affidabile sulla rete, ha accreditato il portale. Nel 2013 la stessa Oms, attraverso il suo progetto Vaccine Safety Net, ha inserito Vaccines Today nell'elenco dei siti web che soddisfano i criteri di buona informazione. Insomma più che di informazione “teleguidata”, si tratta di “informazione credibile”. 

 

Anche nella modalità di trasmettere il proprio lavoro al pubblico lo staff di Vaccines Today è particolarmente attento. Ad esempio, spiegano, evita di entrare in lunghe discussioni con esponenti del mondo no vax limitandosi a postare, soprattutto sui social network, informazioni che possono avere un valore per chi sta cercando di informarsi e di prendere decisioni sulle vaccinazione. L'obiettivo non è concentrarsi sulle polemiche ma offrire informazioni che possano aiutare le persone a superare lo scoglio dell'“esitazione vaccinale”. Anche indirizzandoli verso fonti attendibili. C'è la consapevolezza, si legge nel paper, “che la correzione dei miti legati al vaccino può essere insufficiente o controproducente, se non eseguita con cura. Affermando semplicemente che i vaccini non provocano l'autismo, ad esempio, si rilancia questo falso collegamento nella mente del lettore. Invece, se un lettore fa domande su questo problema, è importante affermare che la storia dell'autismo legato ai vaccini è un mito; spiegare da dove nasce il mito; e consigliargli di leggere ciò che si sa sulle cause dell'autismo”.

  

Gli autori del paper non nascondo i limiti della propria iniziativa. A partire dal fatto che si tratta di un singolo sito web. Servirebbe, scrivono, “un maggiore coordinamento e condivisione delle informazioni tra i siti web pro-vaccino e lo sviluppo di reti attive per moltiplicare l'impatto del nostro lavoro condiviso. I membri del progetto Vaccine Safety Net promosso dall'Oms, ad esempio, si sono riuniti a Ginevra nel novembre 2016 e durante quell'incontro hanno condiviso la necessità di diventare “più attivi” attraverso la condivisione di informazioni e materiale. “Azioni concrete di questo tipo - sottolinea il paper - possono aumentare le possibilità che le persone con dubbi e domande individuino sul web 'contenuti scritti in modo trasparente, facilmente comprensibile e ben referenziati”. Esempi di reti simili sono già attive negli Stati Uniti e in Australia. Insomma volendo utilizzare una terminologia tecnica, potremmo dire che il futuro dei vaccini, e della nostra salute, passa attraverso “l'informazione di gregge”.

Redazione

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