Roma Capoccia

Il misterioso cantiere del mausoleo di Augusto

Gianluca De Rosa

Una storia lunga 18 anni. I lavori vanno avanti, ma è corsa contro il tempo per aprire la nuova piazza entro il Giubileo

Che ne sarà del mausoleo di Augusto? A Roma se lo chiedono in molti. Almeno quelli che passano per piazza Augusto imperatore dove dal 2017 un grande cantiere circonda il monumento funebre del primo imperatore. Per circa un anno, nel 2021, era stato riaperto. Adesso è tutto di nuovo transennato: devono terminare i lavori. Ma quali? Sarà tutto pronto per il Giubileo? “Bisogna tenere conto che si tratta del più grande cantiere archeologico che abbiamo mai avuto a Roma e quindi possono esserci degli imprevisti”, mette le mani avanti l’assessore capitolino alla Cultura Miguel Gotor.


Tutto in realtà iniziò nel 2006. Fu allora che il Campidoglio bandì un concorso di progettazione per “la valorizzazione del mausoleo di Augusto e la riqualificazione di piazza Augusto imperatore”. Lo vinse il progetto della “Urbs e Civitas”, gruppo di architetti coordinati dal professore di Roma Tre Francesco Cellini. Accantonato durante la giunta Alemanno, fu Ignazio Marino nel 2015 a lanciare la gara d’appalto in due stralci per la realizzazione del progetto che prevedeva (e prevede) la nuova “piazza archeologica” che potrà essere raggiunta scendendo due grandi cordonate di marmo – una lato via del Corso e l’altra che partirà dalle fontane dell’Ara pacis –, ma anche il rifacimento dei giardini dall’altro lato della piazza. “Sarà tutto pronto in 600 giorni”, promise l’allora sindaco. In verità solo per l’inizio dei lavori è stato necessario aspettare di più.

 

Intanto nel 2017 Fondazione Tim ha finanziato i lavori di consolidamento del monumento, circondando per la prima volta il perimetro del mausoleo con grandi pannelli e chiudendolo al pubblico per oltre tre anni (fu riaperto nel 2021). Adesso invece – ci informano dall’assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Sovrintendenza capitolina – si stanno valutando le offerte del bando, sempre finanziato da Tim, per la valorizzazione del mausoleo, insomma nuovi lavori alla struttura.

 


I cantieri per la risistemazione della piazza archeologica e dei giardini invece sono partiti più tardi. E sono quelli adesso in corso, quelli per i quali il mausoleo è transennato. Si procede a singhiozzo. I lavori si sono interrotti più volte a causa di diversi ritrovamenti archeologici. Un paio di mesi fa fu l’architetto che vinse il concorso e che oggi è il direttore artistico dei due stralci dei lavori, il professore di Roma Tre Francesco Cellini, a lanciare dalle colonne del Corriere della Sera un allarme: “Questo progetto va avanti dal 2006, ma non sarà pronto nemmeno per il Giubileo del ‘25”. L’architetto raccontava con sgomento tutti gli ostacoli burocratici incontrati. Un esempio: nell’autunno del ‘21 si trova un reperto archeologico del IV secolo, che farne? La Sovrintendenza ci ha messo un anno e mezzo per dire: “Demolite”.

 

“Adesso la situazione è un po’ migliorata”, dice al Foglio. “Forse si riuscirà a finire il primo stralcio entro l’Anno santo, mentre per la sistemazione dei giardini dall’altro lato della piazza servirà più tempo, sono stanti rinvenute diverse cose”. Il progetto che potrebbe vedere la luce dunque è quello delle due grandi cordonate di marmo che condurranno nel piazzale archeologico, al piano zero del Mausoleo, dove sorgeranno anche un infopoint e una caffetteria. Se non ci fossero stati intoppi questa parte di lavori doveva terminare a luglio del 2023. “Il cantiere – ammette Cellini – va avanti con dei problemi:  sono stati trovati reperti inaspettati, ma non è solo un male. Ad esempio abbiamo trovato un muro interessante che metteremo in luce, non si capisce esattamente cosa sia, ma è molto bello e coevo del mausoleo”.