Roma Capoccia

Il Campidoglio ha un nuovo “masterplan”, quello sul Tevere

Gianluca De Rosa

Gli assessori Alfonsi e Veloccia (Ambiente e Urbanistica) puntano sui parchi d’affaccio per riqualificare il fiume, l'alternativa a Tiberis

D’altronde i grandi parchi d’affaccio – così li chiamano – sono da tempo un vanto del Pd che amministra in città. E in effetti passando per la ciclabile che costeggia il Tevere all’altezza di via della Magliana, quando s’incontra il primo di questi parchi a bordo fiume che guarda il colosseo quadrato si rimane di stucco. Ma quindi il Tevere può essere qualcosa di diverso da degrado e monnezza? Il Campidoglio ci vuole scommettere. Per questo ieri mattina sul barcone galleggiante che ospita il locale Baja, all’altezza di lungotevere Arnaldo da Brescia, l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi e l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia (doveva esserci anche Gualtieri, ma tra incontri in Vaticano e ispettori Expo in città il sindaco ha infine disertato) hanno presentato un “masterplan” (parola molto cara alla giunta Gualtieri che speriamo porti fortuna) che dia “una vision complessiva e getta le basi per una concreta policy per il fiume”. Tradotto per tutti: un modo per mettere a sistema diversi interventi in programma lungo il Tevere e in corrispondenza della confluenza con l’Aniene. Di parchi d’affaccio come quello della Magliana – riqualificato dalla Regione e oggi in gestione al municipio XI – ce ne sono già altri due: sulle sponde opposte di ponte Marconi. Il primo è stato anch’esso già riqualificato dalla Regione, il secondo è l’ex spiaggia temporanea Tiberis (di raggiana memoria) dove sono in corso i lavori. 

il Campidoglio però adesso ne vuole realizzare altri cinque – tutti finanziati con fondi giubilari – per un totale di 7,3 milioni di euro. Saranno al Foro italico, a ponte Milvio, alla confluenza con l’Aniene e ad Ostia antica.

Ma non ci sono solo questi progetti. “Il Tevere sarà reintegrato dentro la città con area picnic e zone fitness”, promette Alfonsi. Intanto la progettista  Maria Cristina Tullio, la consulente dell’assessorato Ambiente, Chiara Cuccaro, e il coordinatore del Programma strategico operativo Tevere, Carlo Gasparrini si dovranno occupare  di fare una ricognizione dei diversi interventi in atto sulle sponde del fiume a prescindere dai finanziamenti (Giubileo, Pnrr etc.) e dagli enti coinvolti (Roma Capitale, Regione Lazio, Autorità di Distretto e Soprintendenza speciale). Subito dopo dovranno individuare i migliori interventi che possono essere replicati in altri contesti lungo il fiume. Inoltre i tecnici dovranno definire delle linee guida  per garantire unitarietà cromatica, di materiali e di elementi di arredo  lungo le sponde. Un’omogeneità che oggi manca.


“Con questo Masterplan vogliamo mettere a sistema quello che accadrà nei prossimi anni sul Tevere, perché dal 2008, quando è stato fatto il Piano regolatore, è sempre mancata una pianificazione complessiva nonostante fosse prevista la redazione di un piano unico unitario che però non è mai stato fatto”, ha spiegato Veloccia, sottolineando che quello di oggi “è il primo tassello che fa una ricognizione di tutti i progetti e gli attori in campo e ci consente di immaginare il futuro delle sponde del fiume attraverso l’individuazione di aree strategiche e di materiali, arredi e soluzioni progettuali anche in termini di rinaturalizzazione degli habitat”. 
 

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