Roma Capoccia

Tutte le incognite sul termovalorizzatore di Gualtieri

Gianluca De Rosa

Il sindaco presenta questa mattina il piano rifiuti per salvare la città dalla monnezza, ma, con le elezioni incombenti, sono tante le domande ancora senza risposta. Dove sorgerà? Chi lo costruirà?

L’appuntamento è per questa mattina alle ore 11.30. Il sindaco Roberto Gualtieri – ma sarebbe meglio dire il commissario straordinario al Giubileo Roberto Gualtieri – presenterà alla stampa in Campidoglio il piano rifiuti per la città di Roma che dovrà salvare la Capitale dall’emergenza monnezza, si spera, una volta per tutte. E’ il documento di circa 350 pagine che, tra i vari punti, contiene anche il nuovo termovalorizzatore. Dopo la presentazione alla stampa, alle 16, Gualtieri si recherà in Aula Giulio Cesare per illustrare il documento anche ai consiglieri capitolini. Proprio qui il sindaco aveva annunciato lo scorso 20 aprile l’intenzione dell’amministrazione di dotare la città di un impianto del genere. “Presenteremo il piano entro luglio”, aveva promesso poco dopo. Si arriva con qualche giorno di ritardo, ma il problema non è questo. Sull’impianto ci sono ancora diverse questioni che difficilmente saranno sciolte questa mattina. Non sarà oggi, insomma, il giorno dell’annuncio della localizzazione del nuovo termovalorizzatore. E’ noto che Gualtieri vorrebbe costruirlo a Santa Palomba, zona industriale della Capitale fuori dal raccordo, lungo la via Arderatina, ma l’area non è stata ancora acquistata. L’altra questione è il meccanismo amministrativo, la gara, che assegnerà la realizzazione del termovalorizzatore. Anche su questo non ci saranno risposte. 

 

Il piano conterrà invece, in modo più dettagliato, quello che Gualtieri ha già annunciato. E dunque gli impianti che saranno realizzati. Oltre al termovalorizzatore, due biodigestori anaerobici per la frazione organica e due impianti per la selezione di carta e plastica (entrambi attraverso i bandi del Pnrr). Ci saranno poi i 30 nuovi centri di raccolta per rifiuti ingombranti ed elettronici e il rafforzamento della logistica per tenere la città pulita con una rete di aree per la trasferenza e il trasbordo della spazzatura. Saranno illustrate ovviamente anche le strategie per la riduzione della produzione di rifiuti e il miglioramento della qualità della raccolta differenziata. Tutto sarà confortato dai dati e dalle stime sui flussi di produzione e smaltimento della spazzatura. Anche sul termovalorizzatore saranno forniti ulteriori dettagli tecnici (si parla di due impianti che sorgeranno accanto all’inceneritore per il recupero di inerti dalle ceneri pesati e l’incapsulamento della C02). 

 

Tutte cose importantissime, ma che sul futuro del termovalorizzatore diranno ben poco. Sull’impianto ci sono ancora diverse incognite. La prima, è ovvia, l’abbiamo già detta: dove sorgerà? La seconda è ancora più importante? Chi lo costruirà? Gualtieri ha parlato di Acea, ma se si farà con una gara europea (il costo stimato per la realizzazione è di oltre 500 milioni di euro) come può assicurarlo? Gualtieri sa che l’impianto non potrà davvero entrare in funzione entro il Giubileo e la gara avrà dunque un doppio oggetto: chi la vincerà dovrà anche accollarsi, almeno in parte, lo smaltimento dei rifiuti prima della messa in funzione. Per questo saranno coinvolte anche le multiutility del nord come Iren, Hera ed A2a? E ancora: chi farà da stazione appaltante? Ama? Oppure sarà la società cassaforte del Giubileo ancora non istituita (che probabilmente sarà presieduta dall’ad di Poste Matteo Del Fante)? I materiali saranno recepiti con facilità o si rischiano ritardi?

 

Oltre all’intenzione, insomma, l’iter amministrativo sarà cruciale per far sì che Roma risolva davvero il problema rifiuti. Dal Campidoglio spiegano: “Stiamo solo tracciando una road map, poi ci sarà un mese e mezzo per ascoltare la città”. Sullo sfondo ci sono le elezioni. Si vocifera che Enrico Letta considera la questione spinosa. Non bisogna dimenticare che la crisi di governo è cominciata con l’astensione del M5s proprio sulla norma che ha fornito a Gualtieri i poteri commissariali sui rifiuti. Anche per il campo largo il tema è complesso. Calenda chiamerebbe l’esercito per realizzarli, ma Sinistra Italiana ed Europa Verde sono contrari agli inceneritori. Insomma, a un mese dal voto meglio prendere tempo.
Ma l’incognita più grande non riguarda le elezioni, ma quello che accadrà dopo. Qualora il centrodestra andasse al governo lascerà invariato questo schema di governance con Gualtieri commissario in solitaria alla gestione dei rifiuti della Capitale?
 

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