Roma Capoccia

Gualtieri e la tendenza (sinistra) al conclave

Salvatore Merlo

Il sindaco di Roma ha convocato tutti gli assessori, i consiglieri comunali e i presidenti di municipio fuori porta, sabato 19 febbraio, per ragionare sui prossimi sei mesi di governo della città

Li ha convocati tutti fuori porta, sabato 19 febbraio.   Assessori, consiglieri comunali, presidenti di municipio... Tutti insieme, chiusi da qualche parte a “ragionare sui prossimi sei mesi di governo della città”. E chissà se Roberto Gualtieri, il sindaco di Roma, farà come Vito Crimi, l’autoreggente dei 5 stelle, che due anni fa portò tutti ministri del M5s a mangiare frittatona di cipolle in un casolare di campagna tragicamente chiamato “Cobragor”.

Questa del conclave (o del ritiro), insomma questa  ritualità sospesa tra politica e spogliatoio calcistico è una specie di ossessione a sinistra. I grillini ovviamente la satireggiarono rendendola comica, mentre al contrario il Pds-Ds-Pd tende più alla tragedia. Nel 2013 Enrico Letta riunì tutti i suoi ministri in un’abazia a Spineto. Si sa come finì. Massimo D’Alema, nel 1995, cercò di tagliare le giovane radici dell’Ulivo di Prodi in una Certosa, a Pontignano. Prodi, nel 1997, organizzo di rimando la resistenza contro le trame dalemiane riunendo tutta la sinistra in Toscana. A Gargonza. Un castello. Esperienza poi replicata nel 2007 alla reggia di Caserta, tra mozzarelle e auto blu. Ogni ritiro, un botto. Ma questa volta sarà diverso. Forse.

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  • Salvatore Merlo
  • Milano 1982, vicedirettore del Foglio. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.