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26 maggio 2019, le elezioni in cui il M5s scomparve dal Lazio

Le principali sfide elettorali di oggi. Ecco dove la Lega avanza, il Pd periclita e i grillini tremano

26 Maggio 2019 alle 06:08

26 maggio 2019, le elezioni in cui il M5s scomparve dal Lazio

foto LaPresse

Il 26 maggio si vota non solo per eleggere il prossimo Parlamento europeo. All’elezione per la lontana Bruxelles si affianca quella per i tantissimi grandi e piccoli comuni di Italia. Da Capranica prenestina, 303 abitanti, a Civitavecchia, nell’area metropolitana di Roma sono 32 i municipi in cui si andrà alle urne. Di questi solo sei contano più di quindicimila abitanti, e dunque potrebbero decidere il nuovo sindaco con un eventuale ballottaggio il prossimo 9 giugno. Cinque sono i principali: Civitavecchia, Tivoli, Nettuno, Monterotondo e Ciampino. Ognuno ha la sua storia e le sue pecularietà, ma un’incognita comune: il risultato del M5s. I grillini, in attesa delle modifiche allo statuto, corrono da soli, senza apparentamenti con liste civiche. Dopo aver governato Civitavecchia e Nettuno, questa volta, secondo i sondaggi ufficiosi, rischiano di rimanere fuori ovunque.

 

Civitavecchia

Nel 2014 la vittoria del candidato M5s Antonio Cozzolino fu l’antipasto. Due anni dopo Virginia Raggi trionfò a Roma confermando la provincia della Capitale come una delle zone più grilline di Italia. Cinquantatremila abitanti, Civitavecchia è con Tivoli il comune più numeroso di quelli dove si voterà il 26 maggio. La sua importanza però è strategica: il porto – antichissimo, lo volle l’imperatore Traiano – è il secondo d’Europa per il trasporto passeggeri. Negli ultimi dieci anni, grazie alla costruzione di un’area container di 300mila metri quadri e al raddoppio e la trasformazione dell’Aurelia in autostrada, ha anche aumentato il suo peso nel commercio. Cozzolino non si ricandida: al suo posto la vicesindaco Daniela Lucernoni. Come a Fiumicino lo scorso anno, il centrodestra ha rischiato di arrivare diviso: da una parte la Lega a sostegno di Enrico Zappacosta, dall’altra Fratelli d’Italia con Massimiliano Grasso. Alla fine il ritiro di entrambi ha risolto l’impasse. Il centrodestra unito sostiene Ernesto Tedesco, leghista dell’ultima ora e in passato già vicesindaco della città. Il centrosinistra invece si presenta con Carlo Tarantino, medico e direttore sanitario di un centro disgnostico privato nella vicina Santa Marinella. Se al ballottaggio arrivassero gli ultimi due per il M5s sarebbe un pessimo segnale.

 

Tivoli

Nella città di villa Adriana e di altri splendidi siti archeologici a un tiro di schioppo da Roma il centrodestra non ce l’ha fatta. Corre diviso. La Lega sostiene il procuratore sportivo Vincenzo Tropiano, mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia non presentano le loro liste. Gli esponenti locali dei due partiti (in particolare i forzisti legati alla consigliera regionale Laura Cartaginese) sostengono la candidatura del sindaco civico uscente, Giuseppe Proietti, appoggiato anche da una parte del centrosinistra. A dir la verità a Tivoli il numero di liste civiche fa impallidire i simboli di partito. A sostenere Proietti ce ne sono ben 12, con all’interno un po’di tutto da destra a sinistra. Il Pd sostiene Giovanni Mantovani, analista finanziario, appoggiato anche da La Sinistra e dal movimento ‘Italia in Comune’ di Federico Pizzarotti, oltre, ovviamente, a tre liste civiche. Seconda a Civitavecchia per importanza, qui sono venuti per la campagna elettorale sia Matteo Salvini, sia Giancarlo Giorgetti. Per la Lega vincere qui sarebbe un vero colpaccio. Potrebbe diventare quello che per il M5s furono Pomezia e Civitavecchia: l’inizio della presa di Roma.

 

Nettuno

Non solo Ignazio Marino ha chiuso la sua carriera da sindaco per colpa di una congiura davanti a un notaio. La vincenda è meno nota, ma la stessa sorte è toccata a inizio mese ad Angelo Casta, da quasi tre anni primo cittadino penstatellato di Nettuno. Lo scontro intestino era cominciato a marzo. La maggioranza dei consiglieri grillini chiedeva la testa di tre assessori, tra cui il vicensindaco, il lombardiano Daniele Mancini. La giunta in risposta aveva annunciato dimissioni di massa e Casta le aveva inaspettatamente accettate. Deludendo così i quattro consiglieri che difendevano la giunta e che, insieme a nove consiglieri di opposizione, meno di due mesi dopo lo hanno sfiduciato. E così adesso i militanti M5s si dividono. Una parte sostiene proprio l’ex vicensindaco Daniele Mancini che si candida con una lista civica sostenuta, paradosso, anche da Italia in Comune di Pizzaroti. Accanto al logo ufficiale del M5s, invece, ci sarà il nome di Mauro Rizzo, tra i consiglieri comunali che rimasero fedeli a Casta.

 

Difficile che uno dei due arrivi al ballotaggio. E così è probabile che nella cittadina del litorale romano a sfidarsi saranno il meloniano Alessandro Coppola, supportato da tutto il centrodestra, e il medico Waldemaro Marchiafava, candidato dal Pd.

 

Monterotondo

A 17 chilometri da Roma, sulla via Tiburtina, c’è un comune che per storia politica ricorda l’Emilia. Monterotondo è un comune rosso. Monotonamente sempre a sinistra. Persino la piazza dove settimana scorsa è stata la sindaca Virginia Raggi per chiudere la campagna elettorale del candidato pentastellato Alberto Pagliuca è dedicata a un ex sindaco, professore comunista venuto dell’Emilia a governare per quasi 15 anni (’65-’79) la città. Alcuni in paese pur riconoscendo che “alla fine la sinistra governa bene” pensano che “ogni tanto bisogna cambiare”. E dunque chissà. Non è un caso che sapendo di aver perso Nettuno e di rischiare seriamente Civitavecchia, per Monterotondo siano passati sia Di Maio sia Raggi. Il sindaco era Mauro Alessandri, ora assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Zingaretti. Battere qui il Pd avrebbe un significato fortissimo. Da queste parti bisogna essere così di sinistra che anche il candidato di Lega, Forza Italia e FdI, Simone Di Ventura, è un consigliere uscente dem.

 

Ciampino

Nel sobborgo che ospita il secondo aeroporto di Roma la campagna elettorale si è scaldata. Causa finte foto hard. La favoritssima sindacalista del Ugl Daniela Ballico, leghista sostenuta da tutto il centrodestra ha denunciato di aver subito delle minacce. “O ritiri la candidatura o pubblicheremo le foto”.

 

Intimidazioni a parte, rimane la favorita. Difficile che il candidato M5s, Marco Bartolucci possa superare di tanto il 15% del 2014. Dura anche per il centrosinistra che sconta la disastrosa fine del mandato dell’ex sindaca Tiziana Terzulli: nel 2018 il comune è stato commissariato per evitare il default.

Gianluca De Rosa

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