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Cronaca grillina dell'XI municipio (caduto): "Ormai siamo il tonno"

Martedì è caduto il terzo municipio di Roma governato dal M5s: l’XI, un territorio popolato da 155.586 abitanti

14 Aprile 2019 alle 06:08

Cronaca grillina dell'XI municipio (caduto): "Ormai siamo il tonno"

Foto tratta dalla pagina Facebook Movimento 5 Stelle Roma - Municipio XI

Roma. “Il movimento diceva che avremmo aperto la scatoletta di tonno, il sistema della macchina amministrativa, dopo 3 anni siamo diventati il tonno”. Queste le parole che hanno risuonato nel parlamentino di Corviale da parte della quarta e ultima transfuga grillina nel gruppo misto, Francesca Sappia, uscita fatale alla maggioranza pentastellata. La notizia è glocal: martedì è caduto il terzo municipio cinquestelle di Roma, l’XI, vasto territorio popolato da 155.586 abitanti. A Roma il M5s ha già perso due municipi, un corpo da 336mila abitanti, sempre per delusioni e sconfessioni. E malgrado la sindaca Raggi ieri abbia rimesso in sella l’ex presidente del municipio Mario Torelli nominandolo delegato del municipio, lo scioglimento del consiglio resta invariato.

 

Niente toni da Suburra nell’Aula consiliare in cui veniva giù la maggioranza, piuttosto un rimpallo di impegni presi e disattesi. Una Roma fatta di parchi, ponti, illuminazione, caditoie, amianto, rifiuti, parcheggi, corsie preferenziali, piani case, strade, stadio e ordinaria manutenzione. Una Roma scomoda rispetto all’immaginario di una repubblica ideale delle idee – persino il navigato consigliere di destra rimprovera l’assenza del grande dibattito, “qui sembra che tutti facciano l’elenco della spesa” – ma è la Roma realista delle insoddisfazioni e frustrazioni. Il dibattito è stato esemplare dello status quo capitolino: all’opposizione quelli che “Roma ha bisogno di una grande idea per essere governata” contro quelli che “noi abbiamo ereditato questo”, il mito del “avete chiuso tutto” contro il mito del “abbiamo aperto i bandi”.

 

In mezzo però sta la grande delusione grillina che chiama in causa assenza di trasparenza e condivisione delle scelte nel movimento romano e di una macchina amministrativa “più complicata di quello che pensavamo”. Al Foglio Gianluca Martone, altro fuoriuscito, racconta che “la giunta per oltre la metà non viene dal territorio, è imposta dall’alto e non conosce la zona, non puoi fare l’amministratore locale così. I progetti di preferenziali a viale Marconi e via Portuense non erano nel nostro programma. Oggi è una sconfitta di tutti. Torelli non ha mai fatto autocritica: nessuna telefonata a ricucire quindi nessun rimpasto. La sfiducia è stata reciproca, ero capogruppo e sono stato escluso dalle riunioni di maggioranza”. Il dissenso è anche sull’impatto del futuro stadio: “La delibera del Campidoglio non è mai arrivata nel nostro municipio, è stata secretata per più di un anno anche la relazione del Politecnico di Torino che esprimeva parere negativo sull’impatto della mobilità sul municipio”. Pure la Sappia va giù dura: “Non ascoltano i cittadini”.

 

Giampiero Binanti della maggioranza rovesciata fa due conti: “Scontiamo anche le scelte del Comune ma paghiamo in prima persona perché siamo quelli a contatto col cittadino. Il Movimento ha dato la possibilità a tutti di fare politica ma non tutti possono far politica. Le spaccature non risanate in tempo diventano distacco, esilio quando subentra anche la parte emotiva. Abbiamo sbagliato nella comunicazione tra noi”.

 

Emblematico il caso di Arvalia news, bimestrale da diecimila copie a costo zero, mai più stampato. Anche l’imponente archivio storico del portale Arvalia, preziosa risorsa messa in piedi dal consulente storico Antonello Anappo, ex direttore del bimestrale, non è più aggiornato dal 2016 e non ha più un banner che lo leghi alla pagina del municipio.

Stefano Ciavatta

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