E in città i tifosi della Roma si dividono: lo stadio va fatto, anzi no

Gianluca De Rosa

Dopo l’inchiesta della procura di Roma sul sistema corruttivo che sarebbe stato messo in piedi dal costruttore Luca Parnasi, ecco i dubbi dei tifosi

Roma. “Ahò, alla fine ‘sto stadio se farà?”. Se dopo l’inchiesta della procura di Roma sul sistema corruttivo che sarebbe stato messo in piedi dal costruttore Luca Parnasi i grillini sono in agitazione per la botta che l’inchiesta ha tirato alla giunta Raggi e non solo, i tifosi romanisti, insensibili ai destini dei Cinque stelle, s’arrovellano sulla questione stadio. Le dichiarazioni di Carlo Verdone rendono bene almeno una parte del clima che si respira tra i tifosi giallorossi. “Siamo tutti quanti un po’ tristi perché non ne possiamo più, perché succede sempre qualcosa che ci blocca: Roma è una città complicata”. E la vicenda in effetti diventa subito metafora della città troppo complessa per muoversi tra comitati, burocrazia, procure, vincoli archeologici… Problemi veri o presunti che s’interpongono ineludibilmente tra una volontà e un obiettivo e alla fine fiaccano anche il forestiero entusiasta che ancora non ha imparato l’atteggiamento sornionamente rinunciatario del romano che sa che nel caos è sempre meglio star fermi che farsi sballonzolare chissà dove. Basta ascoltare le radio romane e romaniste, miglior termometro per tastare l’umore delle tifoseria, per scoprire però che rispetto allo stadio la città è spaccata in due. 

 

A Tele Radio Stereo la pensano un po’ come Carlo Verdone. “La prima reazione tra i nostri ascoltatori è stata stupore e rassegnazione”, dice Augusto Ciardi speaker della radio. “Ora però è ritornato l’ottimismo. Lo stadio oggi è l’unico modo per contare nel calcio mondiale. Il procuratore Ielo durante il punto stampa sull’inchiesta ha sin da subito precisato che la società non c’entra nulla, quindi speriamo”. 

 

Quelli che ascoltano invece Centro Suono sport e la storica voce di Marione, da sempre avverso alla presidenza di Pallotta “americano straccione che vole solo fa’ i soldi con la società e della Roma nun gliene frega nulla”, hanno un’altra versione. Spiega allora Marione  che  la paura c’è eccome. Ma non tanto per lo stadio “di cui non interessa nulla a nessuno. Il problema è che Pallotta ha sempre detto che con lo stadio avrebbe comprato i campioni e fatto vincere la squadra e mo giustamente so’ tutti incazzati perché temono che di campioni nun se ne vedrà mezzo. Ma figurati se se vedevano comunque”. Marione, seppur con qualche riserva, è convinto che lo stadio si farà. “Magari ci sono meno possibilità, ma alla fine lo faranno. Ci sono poteri troppo forti dietro che hanno fatto cambiare già idea a tre sindaci”, dice. “Io c’ho le registrazioni: Alemanno prima diceva ‘questi americani vogliono fare solo speculazione’, poi all’improvviso disse che era un progetto incredibile. Marino era totalmente disinteressato, poi chiamò all’adunata in Campidoglio contro chi non voleva lo stadio. I grillini contro lo stadio c’hanno fatto campagna elettorale e poi…”.

 

Intanto, dal canto suo, il loquace patron americano subito dopo il solito sfogo sul “torno a Boston”, tace. Mentre dal Campidoglio rassicurano. E il dilemma, almeno per ora, resta irrisolto: “’Sto stadio se farà?”.

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