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“In periferia non ci si può svegliare solo quando arriva la tivù”

"Servono luoghi di ritrovo per far incontrare la parte 'buona' della cittadinanza", dice la presidente M5s del municipio VII, dove si trova la Romanina

10 Maggio 2018 alle 08:34

“In periferia non ci si può svegliare solo quando arriva la tivù”

"I Casamonica solitamente tendono a mantenere un profilo basso per curare meglio gli affari, evitano l’attenzione mediatica" (foto LaPresse)

Roma. “Quanto è accaduto è di una gravità incredibile, ma, se devo essere sincera, a me ha davvero stupito”. A parlare è Monica Lozzi, presidente pentastellata del municipio VII, dove si trova la Romanina, quartiere della periferia sud-est di Roma. Qui è avvenuta l’aggressione di alcuni esponenti del clan Casamonica-Di Silvio prima a una coraggiosa donna disabile che non voleva far superare loro la fila e poi al giovane proprietario del Roxy Bar, che è stato malmenato e ha assistito alla distruzione del suo locale. Spiega Lozzi: “Ne abbiamo ragionato con mio marito, che alla Romanina è nato e cresciuto, e ci ha davvero stupito. Loro (i Casamonica, ndr) solitamente tendono a mantenere un profilo basso per curare meglio gli affari, evitano l’attenzione mediatica, per questo ho subito pensato che dovesse trattarsi di qualche giovane rampollo della famiglia che ancora non ha capito bene le regole della Casa”. A conferma di quel che dice Lozzi, c’è l’ordinanza dell’altro ieri emessa dal gip per confermare la custodia cautelare dei Casamonica arrestati dalla procura di Roma, dove si legge che ci sono stati diversi tentativi di ristoro della famiglia nei confronti dei due giovani proprietari del bar: “I ragazzi erano ubriachi, vi ripaghiamo i danni subiti”, hanno detto. La giovane coppia proprietaria del bar però non ne ha voluto sentire: “Sì. Nelle sedi opportune”.

 

Quanto accaduto evidenzia che esiste un controllo del territorio da parte dei Casamonica?

 

Assolutamente sì, loro vivono lì da sempre. Mio marito si ricorda ancora quando anni fa, in occasione della nascita di un nipote, ci fu una sfilata con una carrozza bianca fino a San Pietro, scortata dalla polizia municipale. Il problema è che sarebbe importante mantenere l’attenzione alta sempre, e non solo quando accade un fatto eclatante. Alla Romanina se ti fermi in zone particolari e non ti conoscono puoi star certo che qualcuno verrà a chiederti chi sei.

 

Come si può stare vicino ai proprietari bar e far sentire presenza del Municipio?

 

Stiamo cercando di riqualificare le aree di socializzazione all’interno del territorio, come per esempio il parco della Romanina. Tante richieste sono arrivate per illuminarlo e renderlo più sicuro. Servono luoghi di ritrovo per far incontrare la parte “buona” della cittadinanza. Con la sindaca e l’assessorato all’Ambiente abbiamo già fatto i primi sopralluoghi nel parco per far partire la riqualificazione. Poi porteremo lì degli eventi. Intanto, stasera alle 19 saremo al bar. Poi, organizzeremo una fiaccolata contro le mafie. Roxana (la compagna di Maran, proprietario del bar, ndr) ci ha detto che i cittadini vanno, non li hanno lasciati soli.

 

C’è poca presenza della polizia?

 

Sì, il commissariato fa moltissimo, ma le risorse sono poche. La presenza delle volanti ha un effetto deterrente ed è sicuramente meglio delle vedette dei Casamonica, ma qui, giustamente, le poche risorse la polizia le usa per fare le indagini.

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