Ermanno Cavazzoni (foto Lapresse)

PREGHIERA

Cavazzoni e Celati: due grandi scrittori con un libro solo

Camillo Langone

Pur con stile svagato e disimpegnato, si liquida la cucina creativa, gli opinionisti, il futurismo, il climatismo, la rivoluzione, addirittura Che Guevara. Accorrano i lettori che non la bevono

Due grandi scrittori con un libro solo: è una lettura conveniente “Storia di un’amicizia” di Ermanno Cavazzoni (Quodlibet). Uno è il narratore e l’altro è l’amico narrato, Gianni Celati. Sono due grandi autori che appaiono minori perché privi di tracotanza e fuori dalle consorterie, fuori dai premi, Celati nell’ultima fase della sua vita addirittura fuori d’Italia, quasi esule. Cavazzoni anni fa non lo consideravo molto, Celati di più, ma solo come correlativo letterario di Luigi Ghirri. Ora invece li sento necessari e straordinari. Cavazzoni mi appare sempre più conservatore (impolitico, ovviamente), sempre più scettico e antifanatico. Perciò antiambientalista: “Dicevano in quell’epoca e anche dopo che andavamo verso il riscaldamento globale. Io e Celati stavamo a sentire perplessi perché sono fenomeni millenari e regolari, ma dicevano che era colpa nostra. La razza degli uomini può credere a tutto, anche che la terra sta diventando triangolare ed è colpa nostra”.

Pur con stile svagato e disimpegnato, in questo libro di ricordi liquida la cucina creativa (“da un lato un mucchietto di roba indecifrabile, e sul resto del piatto un ghirigoro di color zucchero caramellato”), gli opinionisti, il futurismo, il climatismo, la rivoluzione, addirittura Che Guevara... Accorrano gli apoti, i lettori che non la bevono.

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  • Camillo Langone
  • Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).