preghiera
Leggere Paolo Zermani sotto i grattacieli che hanno sfigurato Milano
Scrive l'architetto in “Il nuovo nell’antico. Architettura e paesaggio italiano”, che "noi produciamo oggi quasi soltanto macerie”. Macerie innanzitutto culturali
“L’immortale terra dei morti”. Mi consola molto questa definizione, titolo di un capitolo del libro di Paolo Zermani, “Il nuovo nell’antico. Architettura e paesaggio italiano” (La nave di Teseo). Mi conforta in giorni milanesi rattristati dalla visione dei grattacieli di stile asiatico, da Shanghai in miniatura, da Dubai rachitica: le costruzioni che hanno sfigurato Milano imponendole una hybris da poveretti. Giustamente l’architetto Zermani sentenzia: “Noi produciamo oggi quasi soltanto macerie”. Macerie innanzitutto culturali, siccome “la società contemporanea rigetta, nel campo architettonico, la continuità della cultura che la città europea suggerisce”. Zermani è un continuista, chiaro, e invoca “la rete protettiva dei canoni greci o romani”. Perché sembriamo morti ma siamo immortali: Vitruvio è eterno, City Life si sta corrodendo, i negozi stanno già chiudendo.
PREGHIERA
Piacere e pittura sono inseparabili