(foto Ansa)

Preghiera

La Sardegna del 2040 come quella di D'Annunzio

Camillo Langone

Pittoresca e sostenibile, proprio come la visione della nuova presidentessa Todde, in una regione fra le più povere d'Italia e d'Europa, con le scuole che cadono a pezzi

Sardegna, voto di povertà. Sottraendo tempo a più amene letture ho studiato il programma elettorale della presidentessa che chiamo così anche per far rima con giudicessa, titolo di Eleonora d’Arborea, grande sarda di grande anticonformismo, laggiù nel Medio Evo. Di grande conformismo è invece se non la neoeletta il suo programma, e basti il lessico ridottissimo e pappagallesco: “inclusione”, “inclusione”, “inclusione”, “sostenibile”, “sostenibile”, “sostenibile”... E di grande pauperismo, come se in una regione fra le più povere d’Italia e d’Europa, con i seggi allestiti nelle case private perché le scuole cadono a pezzi, scarseggiasse la penuria. La coalizione di centro-sinistra punta sulla transizione energetica “mirando a neutralità climatica e indipendenza dalle fonti fossili entro il 2040”. Essendo le fonti fossili le uniche a garantire energia sufficiente e conveniente ho pensato che la Sardegna del 2040 potrebbe somigliare alla Sardegna del 1882, quella visitata da Gabriele D’Annunzio: “Ripenso a Selargius dalle case di fango, dove vive solo un lamento intorno a una mola consunta ch’era girata da un asinello bendato”. Tutto molto pittoresco e sostenibile.

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  • Camillo Langone
  • Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).