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Lunga vita a Romano Tamani

Lo hanno sequestrato, lo hanno rapinato (una banda di stranieri probabilmente dell’est), e io colgo l’attimo mediatico per fargli un piccolo piedistallo

23 Gennaio 2019 alle 19:16

Lunga vita a Romano Tamani

Romano Tamani

Lo hanno sequestrato, lo hanno rapinato (una banda di stranieri probabilmente dell’est), e io colgo l’attimo mediatico per fargli un piccolo piedistallo. Romano Tamani dell’Ambasciata di Quistello è il cuoco esemplare. Cuoco panciuto, anzi proprio grasso: i cuochi magri sembrano i primi a non credere in ciò che producono. Cuoco vecchio (75 anni): i cuochi giovani sono spesso ambiziosi, mentre Tamani non ha più niente da dimostrare, è rilassato e rilassa. Cuoco dialettofono: non cuoco anglofono che prende aerei e fa consulenze internazionali impostando menù senza luogo ma uomo radicatissimo nella propria terra, l’Oltrepò mantovano. Cuoco maestro di cerimonie: non chef primadonna, non incombente narciso bensì cuoco che si siede fra i tavoli e magari connette clienti che non si conoscono. Esempio: è stato lui, tanto cattolico da aver invocato i Santi quando i criminali lo prendevano a calci, a presentarmi il vescovo di Carpi. L’Ambasciata, gestito insieme al fratello Carlo, è ristorante massimalista in tempi di minimalismo sconfortante, lussuoso in tempi di pauperismo, edonista in tempi di moralismo: dunque indispensabile. Argenti e tovaglie, tappeti e stoviglie, e le ricette gonzaghesche (il mio amato cosciotto di pavone!), e le leggende erotiche aleggianti, ti trasportano per qualche ora in una favola bella, lontano dall’Italia quotidiana. Romano Tamani è il contrario di un cuoco televisivo, è un cuoco teatrale: all’Ambasciata non si è spettatori passivi ma co-protagonisti, la sala non è una platea ma un palco. Lunga vita a Romano Tamani, e che il suo esempio faccia scuola.

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Commenti all'articolo

  • miozzif

    24 Gennaio 2019 - 00:12

    "Lunga vita", espressione tirata fuori dal ministro dell'Interno in uno squallido dialoghetto con i suoi elettori: Ehi, capitano, eliminaci lo scrittore. E lui (paterno): Ma no, lunga vita allo scrittore. Sono passati due o tre giorni e da allora tutti rivolgono "lunga vita" agli altri (oggi sul Foglio nell'intervista a Feltri padre, qui sopra al bravo cuoco). E non si rendono conto che è un augurio scellerato, pronunciato da un ministro scellerato.

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