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Il nuovo clero costituzionale, che crede in Dossetti e Togliatti

Sempre o quasi sempre si è data a Cesare anche la parte di Dio. Viviamo tempi meno eccezionali di quanto si pensi

2 Febbraio 2018 alle 06:07

Il nuovo clero costituzionale, che crede in Dossetti e Togliatti

Udienza del Santo Padre alla Curia Romana in occasione degli auguri natalizi (LaPresse)

“Birbi, impostor!”: sono gli epiteti riservati al clero messi dal Porta in bocca a Cristo nella poesia “In occasione del solenne Te Deum che fu cantato dai preti per le vittorie di Napoleone”, rileggibile grazie alla nuova, coraggiosa, necessaria traduzione di Patrizia Valduga (Carlo Porta, “Poesie”, Einaudi). “Birbi, impostor!”: dunque l’odierna apostasia ecclesiastica è un nulla di nuovo sotto il sole, dunque viviamo tempi meno eccezionali di quanto si pensi. Sempre o quasi sempre il potere è stato incensato. Sempre o quasi sempre si è data a Cesare anche la parte di Dio. Certo lascia perplessi che oggi la perdita della fede in San Matteo, San Marco, San Luca e San Giovanni porti vescovi e arcivescovi, tutto il nuovo clero costituzionale, a credere, o a fingere di credere, in Dossetti e Togliatti (impressionante, sull’ultimo numero di “Civiltà cattolica”, firmato da padre Francesco Occhetta, l’atto di adorazione al vitello di carta partorito dai costituenti nel 1947). Ma non deve sorprendere né sconvolgere, è un meccanismo talmente trito che già nelle poesie del Porta venne liquidato in pochi versi. Ci si concentri piuttosto su una poesia molto più lunga e molto più bella, “La Ninetta del Verzee”, dedicata dal Porta a un’altra birba: che però vendeva del suo.

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Commenti all'articolo

  • carloalberto

    02 Febbraio 2018 - 19:07

    Adorazione della Costituzione molto elastica, dato che qualche mese fa il gesuita in questione era per il sì al referendum...

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  • GianniM

    GianniM

    02 Febbraio 2018 - 11:11

    La chiesa più progressista, quella tedesca, si regge sulla Kirchensteuer, la salatissima tassa obbligatoria sui fedeli (pari all’8/9% delle imposte) che frutta oltre cinque miliardi di euro l’anno. Il quintuplo della già ricca Chiesa italiana. Dal 2012 chi non paga quella tassa è scomunicato. Per la maggioranza dei vescovi tedeschi, aborto o adulterio non sono motivo sufficiente per essere esclusi dai sacramenti (la misericordia!). Ma guai a non pagare la tassa… Questa ricca Chiesa rincorre con le sue “aperture” l’opinione pubblica, considerato che i “fedeli” sono anzitutto… contribuenti! (Anche perché in larga parte dichiarano di appartenere alla Chiesa per tradizione e non per fede). I soldi saranno pure spesi in opere di bene (e per mantenere un gigantesco apparato burocratico). Ma parliamo di una Chiesa (chiamata anzitutto ad annunciare il Vangelo e a salvare le anime), non di un’agenzia ONU. Come si chiama l’atteggiamento di chi baratta per denaro le verità della Fede? Simonia?

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