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Meno bollicine più Pecorino

Ieri la moda-barrique e la moda-Chardonnay, oggi la moda-bio e la moda-bollicine. Per fortuna c'è Luigi Cataldi Madonna, barone, vignaiolo e filosofo tra Ofena, L’Aquila e Francavilla, insomma l’Abruzzo quintessenziale

2 Dicembre 2017 alle 06:19

Meno bollicine più Pecorino

Foto di Jameson Fink via Flickr

Se c’è una cosa che chiedo ai maestri è di insegnarmi l’indipendenza. Luigi Cataldi Madonna, barone, vignaiolo e filosofo tra Ofena, L’Aquila e Francavilla, insomma l’Abruzzo quintessenziale, mi ha insegnato che si può essere indipendenti negli ambienti più conformisti e dunque addirittura nel mondo del vino, soggetto alle mode come il mondo dell’abbigliamento: ieri la moda-barrique e la moda-Chardonnay, oggi la moda-bio e la moda-bollicine. Cataldi Madonna nel 1996, in piena moda-Chardonnay, inventò il Pecorino, ossia per primo imbottigliò il vino dell’omonimo vitigno autoctono dichiarandolo con fierezza, a grandi lettere. I concorrenti ridevano: impossibile vendere un vino col nome di un formaggio! (Per giunta lo mise in bottiglia borgognotta, anziché nella dozzinale, più commerciale bordolese). Oggi, trapassata la moda-Chardonnay, coloro che ridevano producono anch’essi Pecorino, però senza la grinta e la sapidità del Pecorino numero uno, quello col guerriero di Capestrano in etichetta, felice risultato delle forti escursioni termiche della montagna abruzzese e delle forti convinzioni enologiche del produttore. Da Seneca ho imparato che “la folla è la prova del peggio”. E da Luigi Cataldi Madonna che alla folla si può resistere.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    05 Dicembre 2017 - 09:09

    caro Camillo, ti ringrazio d’avermi un tempo remoto suggerito di conoscere il pecorino, che ho pure bevuto sul posto. Ora in cantina ho un paio di bottiglie del pecorino artemisia della tenuta Spinelli, acquistate via web. Non male, direi.

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  • carloalberto

    02 Dicembre 2017 - 09:09

    Mah, io sospetto che il successo del pecorino sia dovuto proprio all'omonimia col formaggio, stante l'assoluta ignoranza dei più e la "burinizzazione" dell'italiano medio (la stessa per cui gli spot della Lavazza piemontese sono fatti in pararomanesco). Furbata del produttore, più che coraggio. Piuttosto, Langone, le consiglio il Montonico di Bisenti (prov. di Teramo).

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