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A Montecitorio

Nordio:"Rammarico per la frase sul 'Csm paramafioso'. Ma non mi dimetto, ho la fiducia della premier"

Redazione

"Provvederemo quanto prima alla sostituzione di Bartolozzi, tenendo conto che l'obiettivo è l'efficienza del ministero e l'attuazione del programma governativo. Delmastro? È disposto a chiarire nelle sedi opportune", dice il ministro della Giustizia

"Non è previsto in nessun ordimanento che il ministro si dimetta a seguito dell'esito negativo del referendum, tanto più che la fiducia è già stata confermata dal governo e dalla presidente del consiglio. Non c'è nessuna ragione per cui io mi possa dimettere". Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rispondendo al question time  alla Camera. A più riprese gli esponenti di opposizione gli hanno chiesto di rassegnare le dimissioni, in scia a quanto fatto ieri da Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, rispettivamente dalle cariche di sottosegretario e capo di gabinetto del ministero della Giustizia.

A ogni interrogazione, però, Nordio si è mostrato sulla difensiva: "Avendo il sottosegretario già rassegnato le dimissioni, viene meno la materia del contendere e quanto ai chiarimenti che sono stati richiesti al medesimo si è dichiarato disposto a darli nelle sedi opportune", ha affermato sul caso Delmastro. Mentre per quanto Bartolozzi, il ministro ha detto che le sue dimissioni sono state "spontanee e inattese", ma tali da non far cambiare nulla nella compagine ministeriale. La ex capo di Gabinetto, ha proseguito, "ha sempre, secondo il mio giudizio, incessantemente svolto le sue funzioni con dignità ed onore e il suo gesto spontaneo dimostra un grande senso di responsabilità e confido che cessino definitivamente le strumentali polemiche che hanno investito la sua persona e tutto il ministero", ha detto Nordio, che l'ha ringraziata "per lo straordinario impegno profuso in questi tre anni e mezzo". Per poi aggiungere che "provvederemo quanto prima alla sua sostituzione, tenendo conto che l'obiettivo è l'efficienza del ministero e l'attuazione del programma governativo".

In seguito, il ministro è tornato su alcune sue dichiarazioni rilasciate durante la campagna referendaria. "Nonostante io abbia smentito almeno una cinquantina di volte quella frase sulla paramafiosità del Csm, che non era affatto mia, ma era di un magistrato del Consiglio Superiore della magistratura di cui ho citato parola per parola la dichiarazione, quella è stata attribuita a me e costituisce un rammarico - ha detto il ministro -, forse il rammarico maggiore di questo momento referendario, anche peggiore della riconosciuta sconfitta che abbiamo subito". 

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