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Colloquio
Toninelli: “La riforma della giustizia? Tecnicamente corretta. Lo pensa anche il M5s”
"Il sorteggio era nel dna nel Movimento. Io li conosco tutti e tutti sono d’accordo con la riforma ma non accettano che l’abbia fatta Giorgia Meloni”. Cosa voterà Grillo? Non ne ho idea ma so per certo che per lui il sorteggio è uno strumento democratico fantastico, l'unico anti casta".
“Io li conosco tutti e tutti sono tecnicamente d’accordo con la riforma della giustizia”. Ma? “Ma non accettano che l’abbia fatta questa maggioranza e Giorgia Meloni”. L’ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, uno degli ultimi grillini, si muove tra correnti e sorteggi. Parla del referendum e dell’opposizione, di quello che fu il suo M5s. E dice: “A differenza di altri mi esprimo in libertà, culturale e intellettuale”. E cosa pensa? “Chi si oppone alla riforma lo fa solo per motivi politici ed è una posizione legittima, sia chiaro. Perché è una legge fatta contro la magistratura. Le ragioni del centrodestra, da questo punto di vista, sono politicamente inaccettabili”. E nel merito? “Tecnicamente quello che ha fatto la maggioranza, declinando la sua avversità ai magistrati, è corretto”. Ci spieghi meglio. “La riforma non risolverà i problemi della giustizia, ma nel breve e medio termine risolve i problemi di potere all’interno della magistratura. E più in generale potrebbe avere negli anni ripercussioni positive”. Toninelli insomma voterà sì? “Non l’ho mai detto, non ho ancora deciso cosa votare. La mia è un’analisi obiettiva: il sorteggio rende più democratica la magistratura, annienta o comunque indebolisce profondamente le strutture e gli agglomerati di potere nel Csm”.
Giuseppe Conte invita a schierarsi contro la riforma, per l’ex premier questo è un referendum “salva casta”. “Ma il sorteggio – dice Toninelli – è nel dna del M5s da sempre. Noi eravamo anche per il sorteggio dei parlamentari. Molto meglio della lista bloccata scelta dal leader politico, con i fedelissimi, che abbiamo visto essere un disastro”. Insomma il M5s dei primi tempi, dei suoi tempi, avrebbe potuto presentare una riforma analoga. “No, sarebbe stata molto meglio di questa, che comunque è una riformetta che ha alla base una lotta tra poteri. Ma comunque migliora qualcosa. Il M5s in questi anni avrebbe dovuto fare molto di più. Il sorteggio sarebbe stato parte di un progetto più ampio per rendere più veloce e trasparente il funzionamento dei tribunali”. Chissà cosa ne penserà Beppe Grillo. A proposito, l’ha sentito ultimamente? In molti si chiedono cosa voterà. “E’ tanto che non lo sento, non ne ho idea. Quello che so per certo – dice l’ex ministro –, perché l’ha sempre detto davanti a me, e davanti a tutti, è che il sorteggio è sicuramente uno strumento democratico fantastico, l’unico che toglie il potere dalle mani delle caste”.
A fine febbraio il M5s ha rinnovato i suoi vertici. Chiara Appendino si era dimessa per dare un segnale. Mentre tra i nuovi vice ci sono Ettore Licheri, Silvia Baldino e Stefano Patuanelli. “La fedeltà è il regime di scelta unico di tutti i partiti. Non conta la voglia, la competenza, l’amore per il progetto. Chi è disallineato è fuori”. Lei ha fatto altre scelte, com’è la vita fuori dal Parlamento? “Sono tornato al mio lavoro, tutta farina del mio sacco, niente che arrivi dalla politica. So che è strano per un ex ministro non avere paracaduti ma ogni tanto c’è qualche unicum. Persone come me che restano indipendenti e oneste intellettualmente”. Adesso si sta meglio? “No, si soffre tantissimo”. E come mai? “Prima quanto meno si sfogava nella politica la voglia di fare, perché si poteva fare. Adesso – conclude Toninelli – non mi sento rappresentato da nessuno ed è molto dura”. Vuole tornare in campo? “Ma io sono già in campo, tutti i giorni, con i buoni esempi. Se tutti lo facessimo sarebbe un mondo migliore. E con i miei video, che faccio per hobby e hanno milioni di visualizzazioni, penso di incidere molto più di tanti politici stipendiati da noi”.