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girarsi dall'altra parte

Ciò che il governo non vede: la morte dell'Ilva e dei suoi lavoratori

Annarita Digiorgio

I vertici dell'esecutivo durante le loro visite istituzionali a Taranto evitano di parlare delle morti sul lavoro, facendo finta di non sapere. Le riunioni del sottosegretario alla Presidenza del consiglio Mantovano e il piano del ministro delle Imprese Adolfo Urso

Taranto. Il giorno che è morto Loris Costantino precipitando da una griglia pericolante sull’acciaieria Ilva, a Taranto c’era il ministro per lo Sport Andrea Abodi. Ma non ha detto una parola sulla morte di quell’operaio, la seconda avvenuta nel giro di un mese in uno stabilimento gestito dallo stato. E chissà cosa sarebbe accaduto se, invece, a gestirla ci fosse stato un privato, magari una multinazionale straniera. Il giorno dopo il ministro della Giustizia Carlo Nordio, a Taranto per il referendum, ha detto di non sapere nulla della vicenda giudiziaria dell’Ilva perché occupato nella campagna elettorale. Solo pochi giorni prima i parlamentari di Fratelli d’Italia gli avevano chiesto di mandare gli ispettori al tribunale di Milano che ha ordinato di spegnere gli impianti dell’Ilva entro il 24 agosto. E i commissari hanno annunciato che la impugneranno. Ma il ministro della Giustizia non ne sapeva niente, eppure questo sarebbe un perfetto tema per il referendum. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso, il giorno che è morto il lavoratore Costantino, per distogliere l’attenzione ha fatto sapere di aver incontrato Jindal in India per convincere il gruppo siderurgico a subentrare nell’Ilva. Un buco nell’acqua.

Ieri il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Alfredo Mantovano ha provato, come dall’inizio di questa trattativa, a mettere una pezza convocando i sindacati metalmeccanici a Palazzo Chigi. Che cosa è stato concluso? Che verrà convocato un nuovo tavolo. Come se gli operai smettessero di morire con un tavolo. Mentre Flacks, il gruppo che dovrebbe acquisire l’Ilva, dopo aver chiesto uno scudo penale granitico e promesso la reunion dei Beatles a Taranto, annuncia che la trattativa va avanti. Con il favore del ministro Urso, che procede dritto contro un muro nonostante le forti resistenze del resto del governo, Giorgia Meloni in primis, che vede il muro avvicinarsi inesorabilmente. Ieri Urso ha annunciato che lo stato metterà un miliardo per le manutenzioni. Resta da capire chi metterà gli altri nove per il suo fantomatico piano di decarbonizzazione, e quanto tempo durerà ancora questo bluff per non ammettere che l’Ilva sta morendo. Se questo è il destino, sarebbe meglio prenderne atto subito e risparmiare altre vite di operai, oltre ad altri miliardi di soldi pubblici.

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