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la risoluzione di maggioranza

Cosa farà l'Italia per la guerra in Iran, tra aiuti ai paesi del Golfo e l'uso delle basi americane

Redazione

Il governo delimita il perimetro dell'intervento in supporto agli alleati e nei limiti dei trattati internazionali. Per eventuali variazioni si dovrà passare da un voto in Parlamento

Rafforzare le capacità di difesa nei teatri operativi del medio oriente, aiutare gli stati membri Ue nella difesa da attacchi missilistici e il rispetto degli accordi che disciplinano l'uso delle basi americane sul nostro territorio nazionale. Sono questi i tre punti contenuti nella risoluzione di maggioranza per rispondere alla crisi internazionale iniziata dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran.

In particolare, la risposta di Teheran si è indirizzata verso i paesi arabi del golfo e Cipro, ai quali l'Italia vuole fornire aiuti difensivi. Gli impegni presi dal governo sono stati spiegati durante l'informativa alla Camera del ministro della Difesa Guido Crosetto e del ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Nella risoluzione presentata dal governo si legge che la "protezione delle missioni italiane nei teatri operativi del Medio Oriente" sarebbe garantita attraverso "il dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica e di sorveglianza, nel perimetro di quanto autorizzato nell’area geografica di intervento, a protezione dei cittadini italiani, a supporto dei Paesi partner e per la salvaguardia delle infrastrutture strategiche presenti nell’area, a tutela degli interessi primari nazionali", anche in relazione alla crisi energetica dovuta allo stretto di Hormuz (dove passa una quota importante del rifornimento energetico mondiale via mare) che si rifletterà direttamente sui cittadini e sulle imprese italiane.

Ma il punto più caldo che agita l'arco parlamentare - e che scatena forti reazioni dalle opposizioni - è l'utilizzo "delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi". Il ministro della Difesa già ieri aveva dichiarato che il loro uso "avviene in aderenza ad accordi quali il Nato Sofa del 1951, il Bilateral Infrastructure Agreement del 1954 aggiornato nel 1973 e attualizzato con il Memorandum d'intesa Italia-Usa del 1995". E la risoluzione sembra continuare a porre l'accento sul "rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti", che includono, e questo è il nodo centrale della questione, "l'attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico". Incalzato dagli interventi delle opposizioni - che nella loro risoluzione hanno invece sposato la linea del premier spagnolo Pedro Sanchez, incentrata sulla condanna della guerra e il non utilizzo delle basi Usa in Spagna - Crosetto ha spiegato che "l'uso delle basi italiane che concede l'Italia è lo stesso di quello delle basi spagnole, identico, perché il trattato è identico".

 

 

Ecco il testo integrale della risoluzione:

premesso che

la rapida evoluzione dello scenario internazionale, caratterizzata da un aggravamento delle tensioni e da un ampliamento dei focolai di crisi in diverse aree di rilevanza strategica per l’Italia e per l’Europa, ha determinato un quadro di forte incertezza e di continua ridefinizione degli equilibri geopolitici;


con risoluzioni in data 8 e 16 aprile 2025 rispettivamente al Senato ed alla Camera è stata autorizzata, fra l’altro, la proroga dell’impiego di un dispositivo militare in Iraq e nel Medio Oriente di cui alla scheda 04/2025;


la stessa missione è tesa a contribuire alla realizzazione di un ambiente sicuro e alla stabilità regionale ed è previsto, nel rispetto della consistenza massima del contingente autorizzato, lo sviluppo di specifiche iniziative nazionali basate su accordi di tipo bilaterale con i Paesi della Regione;


personale militare è impiegato negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait, in Qatar con l’obiettivo di corrispondere alle esigenze connesse con le missioni internazionali in Medio Oriente e Asia;


l’impiego di personale militare negli Emirati, in Kuwait e in Qatar non ha un termine di scadenza predeterminato;


si assiste ad una escalation nel Medio Oriente, con lanci missilistici da parte dell’Iran verso Paesi non coinvolti nell’attacco, che hanno determinato la necessità di rivalutare la sicurezza del personale militare schierato nell’area e dei cittadini italiani presenti, generando, altresì, un aumento del rischio di allargamento regionale del conflitto;


l’impatto sulle forniture energetiche, in termini di flussi e costi, deve essere assolutamente contrastato, poiché ha riflessi su tutti i Paesi, incluso il nostro;


il 1 marzo u.s., l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ha espresso la solidarietà dell’Unione Europea ai partner della regione che sono stati attaccati o colpiti, ribadendo l’impegno per la stabilità regionale e la protezione dei civili;

 

fra gli assetti della missione è già previsto l’impiego di mezzi terrestri e mezzi aerei per la tutela della sicurezza e della stabilità;

 

Cipro, partner dell’Unione Europea, ha visto il proprio territorio oggetto di attacchi diretti da parte dell’Iran e ha chiesto assistenza ai partner UE;


il contesto, in linea con quanto già stanno facendo altri Paesi dell’Unione europea e non, rende necessarie tempestivamente ulteriori capacità di protezione dei concittadini e delle forze italiane impiegate nei teatri operativi;


sussiste la possibilità di rischierare gli assetti rientranti nel perimetro autorizzativo nei limiti geografici e funzionali della missione;

 

la presenza di installazioni militari degli Stati Uniti d’America sul territorio nazionale è disciplinata da un quadro giuridico consolidato fondato su accordi internazionali vigenti da oltre settant’anni, a partire dal NATO Status of Forces Agreement del 1951, nonché dagli accordi bilaterali tra Italia e Stati Uniti, tra cui il Bilateral Infrastructure Agreement del 1954, aggiornato nel 1973, e il Memorandum d’intesa del 1995;


impegna il Governo

1. a rafforzare tempestivamente le capacità di difesa e protezione delle missioni italiane nei teatri operativi del Medio Oriente, con particolare riferimento al mandato di cui alla scheda 04/2025, prorogata, attraverso il dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica e di sorveglianza, nel perimetro di quanto autorizzato nell’area geografica di intervento, a protezione dei cittadini italiani, a supporto dei Paesi partner e per la salvaguardia delle infrastrutture strategiche presenti nell’area, a tutela degli interessi primari nazionali. Quanto sopra, anche in relazione alla necessità di contrastare una crisi energetica per i cittadini e le imprese italiane.


2. a partecipare con assetti nazionali allo sforzo comune in ambito Unione Europea per sostenere, in caso di richiesta, Stati membri UE nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana.


3. a confermare il rispetto, nell’utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti, che include fra l’altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico.