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immigrazione a sinistra

In Emilia Romagna De Pascale (Pd) apre a Meloni sui Cpr. Avs e M5s scatenati: "Un errore legittimarli"

Redazione

"Se lo Stato chiedesse alla regione di sedersi a un tavolo per collaborare, io mi siederei", dice il presidente dem sui centri di permanenza per i rimpiatri. Ma i consiglieri di maggioranza insorgono: "Accettare questo terreno di confronto significa assumere come scontata l'equazione, sbagliata e pericolosa, tra sicurezza e presenza di stranieri irregolari"

Sicurezza e immigrazione, ecco i nuovi asset della politica italiana. E non solo a destra, anzi. Ieri il presidente dem dell'Emilia Romagna, Michele De Pascale, parlando di una eventuale apertura di un centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) nella sua regione ha detto che "se lo stato chiedesse alla regione di sedersi a un tavolo per collaborare, anche per capire come rendere più efficaci le espulsioni di soggetti socialmente pericolosi, io mi siederei". Dibattito centrale in questi giorni, tanto più guardando al voto dell'Europarlamento di ieri che legittima l'uso di strutture in paesi terzi per agevolare le procedure, stilando anche una lista di paesi sicuri per effettuare l'operazione. "La sfida per il centrosinistra - continua De Pascale - è capire, se di fronte a un elettorato che ha votato Meloni per avere più sicurezza e oggi è insoddisfatto, gli lasciamo solo Vannacci come possibilità, o se invece su questo tema il campo del centrosinistra vuole segnare un punto di svolta". Dichiarazioni che hanno scosso e diviso la sua maggioranza in regione.

Il consigliere regionale del M5s, Lorenzo Casadei, ha affermato che "anche solo accettare questo terreno di confronto significa assumere come scontata l'equazione, sbagliata e pericolosa, tra sicurezza e presenza di stranieri irregolari. Tutti i dati e la realtà dei territori dimostrano invece che integrazione e inclusione producono coesione sociale e ricchezza, con un saldo positivo tra risorse impiegate e contributi restituiti alla collettività degli immigrati attraverso lavoro, tasse, competenze, cultura e vita sociale". Mentre con una nota Avs dice non condividere "l'eventualità di una possibile apertura di un Cpr nella regione. Riteniamo un errore ogni forma di legittimazione a strutture che negano i diritti fondamentali e confinano persone in centri di detenzione amministrativa in condizioni inumane e degradanti”.

 

Il gioco si fa dunque fin troppo semplice per le opposizioni. La capogruppo in regione di Fratelli d'Italia Marta Evangelisti parla infatti di una "maggioranza di sinistra allo sbando in Emilia-Romagna sul tema della sicurezza e De Pascale rimane isolato. È evidente che la sinistra sulla sicurezza non sia credibile e questa spaccatura può fortificare e favorire le frange più facinorose. Grave che il governatore non sappia farsi ascoltare nemmeno dai suoi e noi dia una linea comune su temi fondamentali". Per la deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia in Emilia-Romagna Rosaria Tassinari, l'apertura di De Pascale rappresenta "un primo passo importante e dimostra che quando si amministra e si fanno i conti con i fatti e con i problemi concreti di tutti i giorni, le posizioni demagogiche e ideologiche non trovano più spazio”.

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