verso il dl ucraina

M5s, Avs e vannacciani contro l'invio delle armi a Kyiv. La corsa al pacifismo

Il governo è pronto a porre la questione di fiducia sul decreto Ucraina che si voterà nei prossimi giorni per evitare guai dentro la maggioranza. L'imbarazzo dei grillini per la linea comune con i seguaci del generale: "Loro sono putiniani, noi pacifisti". Ma gli emendamenti presentati sono pressoché identici

Non hanno perso neanche un secondo, i vannacciani. L'ex FdI Emanuele Pozzolo e gli ex leghisti Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, da qualche giorno parte del progetto Futuro Nazionale di Roberto Vannacci e ora seduti insieme sugli scranni parlamentari del gruppo misto, hanno alzato l'asticella in vista del voto sul dl Ucraina alla Camera, inizialmente previsto per domani ma che potrebbe slittare fino a giovedì. I fedelissimi del generale hanno presentanto un emendamento contro l'invio di aiuti militari a Kyiv sfidando la maggioranza. "Vediamo quanti patrioti nel centrodestra voteranno a favore degli italiani e soprattutto quanti assenti ci saranno tra le file della Lega che da mesi dice di non voler più inviare aiuti a Zelensky". Una sfida che il governo non ha intenzione di raccogliere, dato che molto probabilmente verrà posta la questione di fiducia sul decreto prima dell'inizio delle votazioni, così da far saltare gli emendamenti, trasformandoli in odg e scongiurare ogni problema. Anche se la linea dei vannacciani era presocché scontata – d'altronde gli attriti che si sono creati sugli aiuti all'Ucraina all'interno della Lega sono stati uno dei motivi principali dell'addio dei due ex deputati al Carroccio – l'elemento di novità è rappresentato dagli analoghi emendamenti di Avs e M5S, che prevedono la soppressione o la modifica dell'articolo 1 del decreto Ucraina. proprio quello che parla di "proroga di termini in materia di cessioni di mezzi, materiali ed equipaggiamenti, nonché dei permessi di soggiorno per protezione speciale in possesso di cittadini ucraini". Una comunanza di intenti del tutto inedita che ha generato la dura reazione di Filippo Sensi, senatore del Pd. "In un giorno, l'ennesimo, in cui la Russia massacra l'Ucraina, con morti e distruzione", ha detto, "leggo di emendamenti e ordini del giorno di nostri 'alleati' e vannacciani contro la difesa dell'Ucraina, in aula in settimana. Mi chiedo con quale coraggio, quale coscienza. Provo orrore". Da fonti interne al M5s fanno sapere di essere "preoccupati per questa correlazione con i vannacciani", innanzitutto perché il balletto dell'esecutivo intorno al dl Ucraina sarebbe "un regolamento di conti all'interno della maggioranza". In secondo luogo "i vannacciani – spiegano i grillini – sono dei filoputiniani che non hanno neanche condannato l'aggressione all'Ucraina, per questo non vogliono mandare le armi, noi invece lo facciamo perché siamo pacifisti". Insomma, la stessa soluzione ma originata da punti di partenza differenti.

 

In ogni caso M5s e Avs hanno presentato anche altri emendamenti. Insieme hanno infatti chiesto la desecretazione degli invii di aiuti militari, ovvero che l'elenco delle armi e dei mezzi militari inviati dal nostro paese all'Ucraina non possono essere classificati come "segreto di stato", ma devono essere consultabili qualora venisse richiesto, seguendo un regime di riservatezza meno restrittivo. Mentre dal M5s arriva la richiesta che ogni invio di forniture militari deve obbligatoriamente passare dalle Camere, che si dovranno esprimere mediante la votazione di uno specifico atto di indirizzo.

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