(foto Ansa)

la strategia

Meloni e la Memoria. Oltre il ddl Antisemitismo: ecco le proposte allo studio a Palazzo Chigi per contrastare il fenomeno

Luca Roberto

La struttura del Coordinatore per il contrasto all'antisemitismo avanzerà delle proposte discusse con le associazioni: l'ipotesi di reato per "offesa alla memoria della Shoah" e il trasferimento delle competenze alle procure antimafia

Non c’è solo l’iter del ddl antisemitismo per cercare di contrastare le derive d’odio antiebraico. Una parte del lavoro la sta facendo anche la struttura del Coordinatore per la lotta all’antisemitismo, il comandante Pasquale Angelosanto, che nelle prossime settimane presenterà le sue proposte al governo. Meloni, che contro l’antisemitismo ha espresso posizioni nette chiamando in causa le responsabilità del fascismo e delle leggi razziali, vuole dare un segnale. Per questo nell’interlocuzione tra la struttura di Palazzo Chigi e le principali associazioni circolano già alcune ipotesi: per esempio l’introduzione di aggravanti penali per “offesa alla memoria della Shoah”. O il trasferimento di alcune competenze alle procure antimafia.

 

L'aggravante di “offesa alla memoria” si è fatta strada guardando a quello che è successo alla senatrice a vita Liliana Segre, superstite della Shoah. Una richiesta avanzata dalle associazioni ebraiche (a partire dall’Unione delle comunità ebraiche italiane) è proprio quella di predisporre un aggravio per chi si macchia di insulti (anche online) a figure che rappresentano la memoria e la resistenza. E ieri la presidente Noemi Di Segni ha aggiunto di aver chiesto che si “vieti esplicitamente ogni forma di nostalgia fascista”, a partire dal saluto romano. O l’ostensione di simboli fascisti.

Altri tipi di interventi allo studio della struttura guidata dal comandante Angelosanto vanno dalla procedibilità di ufficio all’estensione del periodo per presentare querela. Il gruppo di lavoro guidato dall’ex comandante del Ros dei Carabinieri poi, come detto, sta anche prendendo in considerazione di avanzare la proposta di trasferire, per competenza, alcune fattispecie di reato direttamente alle procure distrettuali antimafia, per efficientare il processo. Sono allo studio anche norme che abbiano un carattere più operativo per essere più rapidi nel delimitare e affrontare il fenomeno antisemita (in crescita del 400 per cento dal 7 ottobre 2023 in poi).

L’intervento del Coordinatore per il contrasto all’antisemitismo, in termini legislativi, è di tipo consultivo. Per cui la proposta sarà poi al vaglio del governo che deciderà che tipo di intervento adottare. Secondo fonti che hanno preso parte ai tavoli della struttura presso Palazzo Chigi, non è affatto escluso che alcune delle proposte possano essere inserite come emendamenti di maggioranza nel ddl incardinato in commissione Affari costituzionali, il cui testo base verrà presentato oggi e che dovrebbe arrivare in Aula a marzo. “Sulla Memoria serve un’alfabetizzazione continua”, ha ricordato ieri in conferenza stampa a Palazzo Chigi il ministro dello Sport Andrea Abodi. Il quale ha anche aggiunto che il rapper Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina “non esprimerà le sue opinioni su Gaza”. Con le opposizioni che subito hanno denunciato una censura.

L’obiettivo del governo, a ogni modo, è dotarsi, nel rimpallo tra governo e Parlamento, di una serie di strumenti a tutela delle comunità ebraiche entro la fine della legislatura. “Su 68 azioni previste” dalla strategia di contrasto all’antisemitismo, “25 verranno sviluppate nel breve e medio periodo, circa un terzo del totale, ed è un risultato molto importante per un solo anno di lavoro”, ha aggiunto ancora ieri a tal proposito il Coordinatore Angelosanto.

  • Luca Roberto
  • Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.