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il vertice
Meloni e Merz a Villa Pamphili: "Italia e Germania più vicine che mai"
Annunciano che il 12 febbraio presenteranno agli altri leader Ue il "non paper" comune focalizzato su semplificazione della burocrazia europea, rafforzamento del mercato unico e rilancio dell'automotive. Il cancelliere sui dazi attacca: "Pronti a difenderci, Trump lo ha visto". Mentre la premier accarezza il presidente americano: "Merita il Nobel per la pace"
La premier Giorgia Meloni ha accolto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Villa Doria Pamphili, sede di rappresentanza della presidenza del Consiglio, per il vertice intergovernativo Italia-Germania che vede la partecipazione di 11 ministri nella delegazione italiana e 10 in quella tedesca.
Le dichiarazioni di Meloni e Merz
Oggi "abbiamo deciso di rafforzare la cooperazione tra Italia e Germania" dove "ciascuno portera' il suo valore aggiunto". Lo ha detto la presidente Meloni alla stampa, aggiungendo che Italia e Germania "oggi sono piu' vicine che mai. Ci sono le condizioni per ottenere ottimi risultati", e inoltre due paesi "rafforzano la collaborazione nel contrasto ai flussi migratori". Oggi "abbiamo sottoscritto tre documenti significativi. Un protocollo di collaborazione che aggiorna il piano di azione bilaterale del 2023", ha aggiunto. Le sfide cruciali "riguardano la migrazione, la difesa dei confini esterni all'Unione, il contrasto al traffico di esseri umani e il rispetto della legalita'", ha spiegato la premier.
Quella in cui siamo oggi, secondo Meloni, è "una congiuntura storica particolarmente complessa che impone all'Europa di scegliere se intenda essere protagonista del proprio destino o subirlo: richiede lucidità, responsabilità, coraggio e l'intelligenza necessaria per trasformare le crisi in opportunità". Con il cancelliere Merz "siamo d'accordo che è necessario un deciso cambio di passo in Europa sulla competitività, perché una certa visione ideologica della transizione green ha messo in ginocchio le nostre imprese senza incidere nella tutela dell'ambiente. Ci sono i margini per correggere gli errori e scongiurare il declino industriale, ma serve coraggio".
Merz sul Mercosur: "Mi rammarico per la decisione del Parlamento Ue"
La legittimazione dell'accordo di libero scambio tra Ue e paesi del Mercosur è "fuor di dubbio", ha detto Merz. "L'accordo è stato sottoscritto dopo negoziati durati 25 anni e mi rammarico che il Parlamento europeo mercoledì abbia approvato il suo rinvio alla Corte di giustizia europea" per un parere giuridico, ha detto il cancelliere, proprio ora che "il mondo aspetta che l'Europa sia in grado di agire". La politica commerciale talvolta "è oggetto di abuso per indebolire l'Europa", ha osservato il cancelliere. "Incoraggio la Commissione europea a sottoscrivere accordi analoghi anche con altri paesi, come India, Messico, Indonesia, Australia. Voglio fare tutto ciò che è nelle mie possibilità in questa fase critica per sottoscrivere accordi analoghi", ha continuato Merz.
Meloni e Trump: "Con gli Stati Uniti serve un rapporto pragmatico. Groenlandia? La Nato approfondisca"
"Italia e Germania, che sono entrambe nazioni che in Europa intrattengono con gli Stati Uniti storicamente relazioni privilegiate, che sono date dagli scambi commerciali, che sono date dagli investimenti reciproci, che sono date dal fatto che in entrambi i paesi vi sono delle basi americane, possono aiutare in questo rapporto", ha detto Meloni rispondendo alle domande dei cronisti: "Penso che Italia e Germania lo possano fare, particolarmente se lavorano insieme, anche grazie a un approccio, diciamo così, pragmatico e non istintivo alle relazioni con gli Stati Uniti d'America".
Sulla Groenlandia "ripeto di credere che con i loro metodi, sicuramente discutibili e assertivi, gli Stati Uniti pongono una questione che esiste. E riguarda l'Artico, uno dei grandi domini strategici del XXI secolo. Questa questione si deve affrontare all'interno dell'alleanza atlantica". ha proseguito la premier. "Serve un approfondimento serio" della Nato, "capiamo tutti l'importanza del dossier" non solo gli Stati Uniti, "occorre ricondurre tutti sulla questione reale. Il territorio rimane strategico", ha concluso.
"Italia e Germania vogliono che il 2026 sia un anno di opportunità e di decisioni", ha detto successivamente il cancelliere federale tedesco, Friedrich Merz durante le dichiarazioni congiunte alla stampa. L'Italia ha appena adottato una nuova strategia per l'Artico a cui la Germania "puo' sostanzialmente aderire", ha proseguito, assicurando che "Danimarca e Groenlandia possono contare sulla nostra solidarietà", anche e soprattutto in relazione ai "colloqui con gli Stati Uniti". Nel Consiglio europeo di ieri "abbiamo deciso che è importante agire con fermezza. L'Europa deve essere sovrana e salda", ha continuato Merz. "Dobbiamo adoperarci per la pace in Ucraina", ha poi detto il cancelliere, annunciando un aumento degli aiuti per Kyiv "soprattutto in termini di approvvigionamento energetico" e anche "l'appoggio ai negoziati di pace".
Merz: "Dazi? Ci difenderemo"
"Ci difenderemo con tutti gli strumenti possibili. I paesi di tutto il mondo sappiano che noi siamo pronti a difenderci", ha detto il cancelliere tedesco. "Siamo in grado di convocare il Consiglio europeo straordinario e l'azione dimostrata in questa settimana è la dimostrazione di quello che possiamo fare. Quello che era stata minacciato da Trump non è accaduto. Dobbiamo essere uniti e reagire in tempo reale. Meloni ed io siamo due premier fermamente convinti di fare tutto il possibile per l'Unione europea".
"Board of peace? L'Italia è disponibile, ma lo statuto è incostituzionale", dice la premier che poi aggiunge: "A Trump il Nobel per la pace"
Per quel che riguarda il Board of peace per Gaza "ribadisco quello che ho già detto: la posizione dell'Italia è una posizione di disponibilità e di interesse verso l'iniziativa. Io credo che l'Italia possa giocare un ruolo di primo piano nella stabilizzazione nel medio oriente" e "per consolidare una tregua complessa e fragile e trasformarla in una soluzione di lungo termine", ha detto la premier. Tuttavia, "lo statuto è anticostituzionale", ha spiegato la presidente del Consiglio. "Spero che un giorno potremo dare il Nobel per la pace a Donald Trump – ha aggiunto Meloni –. Confido che lui possa fare la differenza anche sulla pace giusta e duratura per l'Ucraina".
Al contrario, secondo Merz, per come è fatto ora, "non possiamo accettare" il Consiglio di pace promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, "con le sue storture di governance". Già settimane fa "ho detto a Trump che personalmente sarei disposto (ad aderire) se fosse un organismo, come inizialmente pianificato, per accompagnare il processo di pace a Gaza", ha affermato il cancelliere. "Siamo disposti a parlare di nuove forme di cooperazione con gli Usa ma il formato deve avvicinare la pace in diverse regioni del mondo", ha aggiunto.
Il non paper comune il 12 febbraio a Bruxelles
Il 12 febbraio a Bruxelles "ci presenteremo con un non paper comune focalizzato su alcune priorità non rinviabili – ha aggiunto – : semplificazione della burocrazia europea, rafforzamento del mercato unico, rilancio dell'industria automobilistica nel segno della neutralità tecnologica, politica commerciale ambiziosa basata su regole condivise e pari condizione".
Rimanendo sul versante industriale, per Meloni la transizione green "ha finito per mettere in ginocchio le nostre industrie per consegnare l'Europa a nuove e pericolose dipendenze strategiche, senza peraltro riuscire a incidere realmente nella tutela globale dell'ambiente e della natura. Siamo convinti – ha aggiunto – che ci siano i margini per correggere questi errori e scongiurare il declino industriale del nostro continente, ma serve coraggio".
Meloni ha poi comunicato a Merz l'intenzione di aderire all'accordo multilaterale che già esiste tra Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna sull'esportazione di armamenti. "Proprio per questo abbiamo avuto stamattina un importante incontro 2 più 2 tra i nostri ministri degli esteri, i ministri della difesa per coordinare le posizioni, per lavorare anche a più stretto contatto sui principali dossier internazionali a partire dall'Ucraina e dal medio oriente", ha detto la presidente del Consiglio.
Gli accordi
Tante le intese bilaterali scambiate dai due governi. Fra le quali spicca un "Accordo sulla cooperazione potenziata in materia di sicurezza, difesa e resilienza". Si tratta di una dichiarazione politica non vincolante finalizzata a rafforzare la cooperazione tra Roma e Berlino su sicurezza, industria della difesa, gestione delle crisi, spazio, sostegno all'Ucraina, contrasto alle minacce ibride e cybersecurity. I due paesi, in quanto membri fondatori dell'Ue e della Nato, hanno riaffermato la loro "comune responsabilità per la libertà, la pace e la sicurezza in Europa". Nel testo, i due governi riconoscono la necessità di rafforzare la cooperazione "alla luce delle crescenti sfide e minacce globali che mettono a rischio la stabilità e la pace duratura del continente europeo". Roma e Berlino ribadiscono inoltre l'impegno condiviso nel "rafforzare le strutture di sicurezza esistenti, in particolare Nato, Unione europea, Nazioni Unite e Osce".
In occasione del vertice è stato siglato anche un protocollo di aggiornamento al Piano d'azione del 2023 per la cooperazione strategica bilaterale e nel quadro dell'Unione europea: un'intesa ampia, strutturata e di lungo periodo che punta a portare le relazioni tra Italia e Germania a un livello "senza precedenti". Il documento, articolato in 32 pagine, definisce una cornice politica e operativa per rafforzare il partenariato tra Roma e Berlino nei principali dossier europei e internazionali: dalla sicurezza alla competitività, dall'energia alla migrazione, fino alla cooperazione culturale e scientifica. Pur non essendo giuridicamente vincolante, il protocollo rappresenta una roadmap politica che impegna i due governi a un coordinamento sistematico e strutturato. Nel preambolo, Italia e Germania riaffermano "l'intensità dell'amicizia" fondata su "profonde radici storiche e culturali" e sui "valori condivisi di libertà e democrazia", sottolineando al contempo il comune impegno come alleati Nato a mantenere una deterrenza credibile e a sostenere l'Ucraina "nella sua difesa contro l'aggressione russa".
L'obiettivo della cooperazione è quello di "promuovere la pace, la sicurezza, la coesione sociale e la prosperità dei nostri cittadini", si legge nel documento, evidenziando che il fatto che i due leader considerano "le principali economie manifatturiere dei due continenti europei e la loro profonda interconnessione come fondamento per la competitività e la resilienza della base industriale dell'Unione europea". A questo proposito, "condividendo la convinzione che l'Europa debba assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza all'interno della Nato, ci impegniamo a conseguire con urgenza e congiuntamente la prontezza della difesa europea, colmando le lacune in termini di capacità e rafforzando il pilastro europeo della Nato", prosegue il Piano d'Azione. In cui si conferma l'impegno "a intensificare la cooperazione tra Nato e Ue, nonché tra partner europei e affini, in particolare nei settori della mobilità militare e del mantenimento della capacità produttiva dell'industria della difesa, al fine di garantire un approccio coerente nell'interesse della sicurezza collettiva", si legge ancora nel documento.
Tanti gli scenari di guerra a cui prestare attenzione. "Nel nostro dialogo, coordineremo strettamente gli sforzi in corso in risposta alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, inclusi i regimi sanzionatori, il sostegno alla resilienza e alla ricostruzione dell'Ucraina e le iniziative volte al conseguimento di una pace giusta – prosegue il Piano – nonché il sostegno all'attuazione del Piano degli Stati Uniti per porre fine al conflitto a Gaza, con l'obiettivo di alleviare le sofferenze della popolazione civile e di aprire la strada a una soluzione a due stati". Concentrazione anche sulla regione del Golfo e la Penisola Arabica, sul Nord Africa, "in particolare la Libia, sul Sahel, sul Corno d'Africa, sul Mediterraneo orientale, sui Balcani occidentali, sulla Cina e sull'Indo-Pacifico, nonché sull'Artico e sulle relazioni esterne dell'Unione europea con i suoi principali partner".