L'intervista

Toti ci spiega cosa si gioca Calenda sul rigassificatore ligure

Gianluca De Rosa

Al leader di Azione che dice che non è contrario all'impianto, ma che non c'è motivo di spostare il rigassificatore da Piombino il governatore della Liguria replica così: "Lui era quello dei ‘sì, senza sé e senza ma’, questa era la sua novità politica”

“Devo dire che anche io non me lo sarei aspettato, ma ormai mi sembra evidente: Carlo Calenda è diventato un nimby. E pensare che aveva detto che sarebbe venuto a Vado per spiegare ai cittadini l’importanza della nave rigassificatrice, due giorni dopo invece il suo consigliere regionale ha votato con M5s, estrema sinistra contro la Golar Tundra e lui adesso lo difende nascondendosi dietro i ‘sì, ma’ e i ‘sì, però’, ma lui era quello dei ‘sì, senza sé e senza ma’, questa era la sua novità politica”. Il governatore della Liguria Giovanni Toti attacca Carlo Calenda che ieri, via Twitter, ha difeso la scelta del consigliere regionale di Azione Sergio Rossetti che ha votato, insieme a Pd e M5s, contro il ricollocamento della Golar Tundra, la nave rigassificatrice da 5 miliardi di metri cubi di gas stoccabile, da Piombino a Vado Ligure. Dice Calenda: Meloni vuole aiutare il suo sindaco di Piombino contrario al rigassificatore e Toti vuole il terzo mandato, non c’è un vero motivo per spostare la nave. “E’ un pretesto per nascondersi dietro una posizione comoda, da opposizione grillina”, replica al Foglio Toti. “Calenda sa benissimo che la nave Golar Tundra sarebbe stata in banchina a Piombino per soli tre anni: è stata collocata lì senza nessun percorso autorizzativo perché il paese era in piena emergenza. Tutti sapevamo che sarebbe stata una collocazione provvisoria. Un partito così attento all’uso razionale delle risorse pubbliche dovrebbe ben sapere che in banchina una nave occupa uno spazio pregiato di un porto, dove si scaricano merci, mentre off-shore, ancorata in mezzo al mare come accadrebbe a Vado, avrebbe un impatto decisamente minore. Inoltre, Vado, scalo petrolifero da sempre, è ben collegata alle regioni che di gas ne utilizzano di più, Lombardia e Piemonte, quindi si tratta di una scelta assolutamente razionale”.

 

E però i tecnici di Snam dicono non ci sono ragioni tecniche per spostare il rigassificatore da Piombino, addirittura sarebbe stata fatta una ricognizione e su 49 enti e autorità interessate, quasi tutti sarebbero favorevoli. Per questo Azione ha votato contro il ricollocamento in consiglio regionale.  “Si tratta di pareri informali che Snam ha raccolto in via precauzionale – dice Toti –, non c’è stata alcuna conferenza dei servizi, ma se la domanda è: poteva continuare a stare anche a Piombino? Forse sì, ma fatto sta che l’autorizzazione dura tre anni e la promessa fatta dal governo Draghi, di cui  Calenda faceva parte, era che  la nave sarebbe poi stata spostata in luogo più adatto”. 


Intanto a Savona anche Italia viva e il centrodestra, in consiglio comunale, hanno votato contro il rigassificatore. “La sindrome nimby – dice il governatore –  ahimè è trasversale, c’è a destra e c’è sinistra, ma Calenda era sceso in politica proprio per superare questo tipo di logica: io non ho avuto timidezze a dire che i consiglieri che hanno votato contro non rappresentano il mio centrodestra, lui invece per due consiglieri cambia idea sulle politiche energetiche del paese. Ma d’altronde qui in Liguria  ha già rinnegato quasi tutto quello che aveva sostenuto negli ultimi due anni: a Genova ha sostenuto Bucci dicendo che era il simbolo dei sindaci che amministrano bene, poi, invece, ha imbarcato dal Pd due consiglieri che lo hanno costretto ad andare all’opposizione, risultato? I suoi eletti nella lista Genova domani in appoggio a Bucci hanno lasciato Azione ”.


C’è chi dice che il percorso di ricollocamento della nave non sia stato molto condiviso. “Ma se tra luglio e agosto sono state fatte almeno una cinquantina di riunioni con sindaci e associazioni.”, sbotta Toti “ In ogni caso il rigassificatore avrà un percorso ordinario con la valutazione d’impatto ambientale, Aia e conferenza dei servizi con tutti gli enti interessati, sarà  tutto ultra trasparente”. C’è chi l’accusa anche di aver nominato l’ex sindaca di Vado Monica Giuliano a capo dell’agenza regionale all’ambiente, un favore, dicono, in cambio del via libera al rigassificatore. “Sfido chiunque a trovare un atto con la sua firma su questo percorso. E’ stata scelta da noi per fare il commissario della nuova agenzia ambientale  perché ha una profonda esperienza dato che  Vado ospita  due importanti discariche. Il suo mandato peraltro sarebbe finito prima della fine della conferenza dei servizi”.