L'ultima stretta di mano tra Meloni e Schlein risale al 9 maggio, in occasione dell'incontro sulle riforme istituzionali, a Montecitorio (foto Ansa) 

Salario minimo, venerdì le opposizioni da Meloni

Tutti, tranne Renzi, all'incontro a Chigi l'11 agosto alle 17. La segretaria Pd Schlein avverte: ci aspettiamo una risposta del governo anche "sui ristori per famiglie e imprese dell’Emilia-Romagna e sulle mancate dimissioni di De Angelis"

Prima di partire per le ferie di Ferragosto, la presidente del Consiglio vuole convocare a Palazzo Chigi i leader delle opposizioni per discutere della proposta di salario minimo scritta dalle forze di minoranza e concertata con il segretario Cgil Maurizio Landini. L'incontro è stato fissato per venerdì 11 agosto alle 17. Le opposizioni si sono sentite online, ieri, in vista dell'incontro. Un rapido confronto, di soli cinque minuti, per dirsi che il fronte deve restare unito. La linea concordata è quella della petizione online, la raccolta firme per il salario minimo che, fanno sapere, partirà prestissimo. Nessun lavoratore potrà avere una retribuzione oraria inferiore a 9 euro all’ora, si è ribadito. Venerdì saranno tutti presenti, anche se, certo, avrebbero preferito non offrire "questa passerella mediatica" alla premier: Elly Schlein e Giuseppe Conte, Carlo Calenda e Riccardo Magi. Ci sarà pure il duo rosso-verde Fratoianni & Bonelli. Unica eccezione: Italia Viva. Matteo Renzi - che non ha sottoscritto la proposta e, anzi, ha già studiato degli emendamenti al testo - ha fatto sapere che non prenderà parte al vertice. 

  

Meloni sa che più della metà dei suoi elettori è favorevole alla misura e dunque da Palazzo Chigi fanno sapere che la premier, insieme a una delegazione del governo, ascolterà le opposizioni perché "il confronto è sempre utile e costruttivo", pur non avanzando una sua proposta che arriverà in un secondo momento

  

Mentre Calenda esulta su Twitter e ringrazia il governo per aver accolto il suo appello "per l'apertura di un tavolo di confronto", negli altri partiti gli entusiasmi sembrano più tiepidi. Il capo del M5s, primo firmatario della proposta di legge sul salario minimo, fa sapere che parteciperà al confronto pur constatando come "questa convocazione ad agosto sia una corsa ai ripari tutta mediatica di Giorgia Meloni". Dello stesso avviso la segretaria del Partito democratico, che si dice disponibile al confronto "a patto che non sia una sceneggiata agostana" e annuncia di aspettarsi risposte dal governo "anche sui ristori per famiglie e imprese colpite dall'alluvione e dalle frane in Emilia-Romagna e sulle mancate dimissioni di De Angelis".