Foto di Fabio Cimaglia, via LaPresse  

l'intervista

Cassese apache. Fa il saggio per Calderoli e promuove Meloni “terracquea”

Carmelo Caruso

È il nuovo presidente che dovrà individuare i Lep. Su Salvini e il progetto del Ponte svicola, sui messaggi con Schlein evita. Pensione? “A 67 anni? Che noia”

Caro Cassese, ma lo sa che lei è un gran birbone? “Quanto lei è un incorreggibile monello”. A 87 anni diventa “saggio” e con il ministro dell’Autonomia, il leghista, Roberto Calderoli. “Saggi per Calderoli”. Ma cos’è? La nuova Beat generation? “È un bel manipolo di studiosi, convinti servitori dello stato”. Sabino Cassese è infatti il nuovo presidente del comitato che deve individuare i Lep, i livelli essenziali delle prestazioni; diritti civili e sociali essenziali da Ragusa a Trento. Sa già cosa diranno? L’ultima piroetta di Cassese… “Lo stato non è di questo o di quello, è di tutti. Visto che se ne è parlato di recente, ricorda la definizione di nazione data da Ernest Renan?”. Amato prof., le diamo una notizia: Salvini dorme con il modellino del Ponte sullo Stretto! 

Salvini ha la febbre dell’ingegnere! Caro Cassese, ma secondo lei, Salvini, ce la fa? Costruisce il Ponte? “Se lo facesse, non pensa che sarebbe utile per stabilire un ulteriore legame in una nazione che si percepisce tanto disunita?”. Uffa. Lei svicola, ma noi abbiamo fatto delle indagini nella comunità “cassesiana”, gli apache italiani. Il popolo apache dice che lei, come dire, ha una simpatia per Meloni. Le telefona o le citofona come (faceva) Salvini? Suvvia, prof., ce lo dice? “De re gravi leviter loquendi” va bene. Di piccoli dettagli di cronaca, forse insignificanti, no”. Ma noi dobbiamo fare una domanda di attualità, altrimenti ci sgridano!

Che idea si è fatto della Meloni giurista? Ultimamente vanno di moda leggi “universali” anzi, “terracquee” … “Questa mi sembra una domanda più seria”. Evviva! “Ebbene, nel processo di universalizzazione del diritto, sono molti i modi per universalizzare norme ‘locali’. Pensi soltanto all’articolo 6 del trattato sull’Unione Europea secondo il quale le tradizioni costituzionali comuni ai paesi europei sono una parte componente del diritto europeo, oppure pensi all’impatto universale che avrà la disciplina dei cinque pilastri europei sul digitale. Insomma, il diritto, che è sempre pensato come una norma che scende dall’alto, può anche essere una norma che sale dal basso”. (Nella lingua di Cassese significa promozione, ma questo lo diciamo noi).

Prof. insieme a lei, tra i saggi, ci sono anche quelli che al Foglio chiamiamo i “cosacchi per Meloni”. Violante, Anna Finocchiaro, Amato. Non sia reticente. La sua sapienza è a disposizione anche di Elly Schlein. Vi messaggiate? “Vogliamo parlare di argomenti importanti?”. (Appena pizzichiamo Schlein a casa Cassese lo diciamo a Salvini. Tiè). Eccellentissimo Cassese, ci sembra di intendere che per lei la pensione sia un’idea orrenda. Possiamo gridarlo? “Pensionato, chi”? “Ecco, l’articolo 4 della Costituzione, quel documento al quale tutti rivolgono un omaggio tutti i giorni e che tutti dimenticano, dopo aver riconosciuto a tutti cittadini il diritto al lavoro, dispone che ogni cittadino ha ‘il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società’. Non stabilisce che i cittadini debbano farlo soltanto fino a 67 anni. Poi, l’ultimo settantennio ha regalato a tutti, specialmente agli italiani, 20 anni di vita in più. In questi 20 anni in più, secondo lei, che fa una persona assennata?”.

Che fa? Che fa? “Sta in casa a dar fastidio alla moglie e ai figli? Fa un viaggio dopo l’altro? Svolge riflessioni sulla brevità della vita? O può essere utile a se stesso e agli altri svolgendo un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società?”. Bisogna dunque salvare le mogli, diciamo bene, prof.? Pensionato a 65 anni, tutto il giorno in casa a brontolare. Immagino che lei questo problema non lo abbia … “Legga un piccolo libro prezioso, quello di Fulvio Conti e Gianni Silei, intitolato Breve storia dello Stato sociale, edito recentemente, in una nuova edizione, da Carocci. Vedrà che quando Bismarck introdusse la prima legislazione sociale l’età media di uomini e donne era molto più breve di quella odierna. Salvo i lavori usuranti e con le dovute modificazioni di professionalità per chi, ad esempio, ha fatto per tutta la vita l’autista di autobus, quelle energie ed esperienze potrebbero essere tranquillamente utilizzate per un’altra attività o funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

Uhm. E con i giovani come la mettiamo? Ubi Cassese, giovane cessat … “Lei è un ragazzaccio che studia poco. In una società non immobile, come tutte le società contemporanee, non esiste un numero fisso di posti, una sorta di ‘organico’ nazionale. Se più anziani lavorano, potranno esserci più posti per giovani, perché aumenterà la produttività totale dei fattori. Legga il bel libro di Enrico Moretti sulla Nuova geografia del lavoro”.  Perdoni, prof., una curiosità: ha mai detto a sua moglie: ‘Cara Rita, oggi mi riposo’? “Nulla dies sine linea”. I giornali ripetono sempre: “Il saggio Cassese”, il “sommo Cassese” …  mentre lei, come si vede, è un bricconcello. Ci racconta una sua malefatta? “Né sommo, né briccone, solo una persona che cerca di dialogare anche con ragazzacci come lei”.

  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio