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editoriali

C'è bisogno di un manuale Bignami: chi ha fatto scemenze paga pegno

Redazione

Alle polemiche antifa si può rimediare in fretta: lasciare fuori chi fa fesserie, come nel caso del deputato di Fratelli d'Italia nominato viceministro

Galeazzo Bignami, deputato di FdI nominato viceministro delle Infrastrutture, 47 anni, può essere definito “énfant prodige della destra bolognese” solo in un paese incapace di ridicolo, o anche solo di misurazione dei tempi storici. La “macchia nera” sulla sua vita è una fotografia del 2005, diciassette anni fa, al suo addio al celibato, travestito da nazista con tanto di svastica. Periodicamente lo “scandalo” antifà si riaccende: ora per la nomina, un anno fa perché era stato invitato a una Festa dell’Unità ma l’Anpi – quella guidata dal putiniano Gianfranco Pagliarulo – se n’era adondata. Nessuno che non sia Pagliarulo, o un oppositore pregiudiziale e a mal partito, può seriamente ritenere Bignami un nazista, un kapò. Un fesso magari sì, visto che nel 2005 già faceva politica. Lui se ne duole, e squaderna attestati di sana e robusta democrazia. Ma una cosa va detta, non a lui ma al suo partito e al governo che lo ha nominato.

Ci si può lamentare con gli avversari per le polemiche strumentali, ma il modo più semplice per evitarle era lasciare Bignami dove stava, e imporgli magari uno stop di un giro, come in Formula 1. Lo stesso vale per altre evitabili polemiche. Si possono fare le leggi sullo sgombero dei rave party, ma poi ci si espone alla domandina banale sul perché CasaPound ancora non sia sgomberata. Giorgia Meloni ha risposto un po’ stizzita che “Predappio è politicamente distante da me”, ma un metodo per fare chiarezza ci sarebbe: non avere più nulla a che fare con i gitanti in orbace. Fare lo slalom tra le accuse di avere i busti del Duce in salotto e i titoli forzati sul 25 aprile è già difficile per un politico navigato come Ignazio La Russa. Ma non è automatico ottenere che l’opposizione smetta di battere sul tamburo, se non riesci a liberarti di certe scorie che ingombrano la strada.

Basterebbe mettere una regola, invece del manuale Cencelli il manuale Bignami: chi ha fatto scemenze in passato paga pegno. Dovrebbe valere anche in casa d’altri, ad esempio per i leghisti à la Fontana o Durigon. Ci guadagnerebbero tutti, compreso il governo.