Il caso

La pace contundente: l'asse M5s-mondo cattolico imbarazza il Pd. “Non possiamo farcela scippare”

Gianluca De Rosa

A inizio novembre la manifestazione nazionale per la pace a Roma voluta da Giuseppe Conte la organizzeranno le Acli. Il sogno? Piazza San Pietro. E il Pd si spacca. 

"Giuseppe Conte usa la pace come un’arma contro di noi”. E’ un paradosso allarmante quello che agita il Pd. La sensazione dello scippo ideale da parte del M5s su tanti “temi di sinistra”nel giorno della direzione nazionale in diretta streaming, un atto di dolore spiattellato ai quattro venti – è sempre più forte. In particolare la posizione seria e coerente seguita da Enrico Letta sulla guerra in Ucraina pesa come un macigno. Vecchi leader, ormai trasformati in vendicativi critici, da Massimo D’Alema a Pierluigi Bersani, nei giorni scorsi hanno sottolineato senza pietà la differenza sull’argomento tra Pd e 5 stelle: “Può essere che in campagna elettorale un partito di sinistra non parli di ‘pace’?”. E dunque non stupisce se il vicesegretario della sinistra dem, Beppe Provenzano, tocchi subito l’argomento: “Io non voglio regalare il patrimonio della sinistra a Conte né la parola ‘pace’. Forse avremmo dovuto fare in modo che accompagnasse di più le nostre giuste posizioni sulla guerra”. Sulla stessa linea anche la viceministra degli Esteri uscente Marina Sereni: “Dobbiamo riprendere a parlare con chi si mobilita per la pace, non possiamo tacciarli tutti di anti-putinismo”. Adesso d’altronde toccherà a Giorgia Meloni governare e tenere la barra dritta su atlantismo e coerenza internazionale. Il Pd potrà, senza troppi danni, accomodarsi su un più comodo pacifismo.


Conte però è già arrivato. Lo ha fatto prima degli altri, celando qualsiasi tipo di ambizione di mettere il proprio cappello su “una grande manifestazione nazionale per la pace”. Due giorni in una lunga intervista ad Avvenire ha spiegato: “Mi piacerebbe che i cittadini che vivono con preoccupazione l’escalation in Ucraina possano ritrovarsi per invocare insieme una svolta negoziale. L’ossessione di un’ipotetica vittoria militare sulla Russia non vale il rischio”.


Subito dopo il leader grillino ha chiamato Acli e Arci per organizzare la manifestazione. “Non vogliamo che sia una cosa di partito è giusto che l’evento sia in mano alle associazioni”. Le Acli hanno già cominciato a muoversi. Insieme alle altre associazioni (Cgil e Arci in testa) della rete per il disarmo e la pace organizzeranno diversi manifestazioni nelle principali città d’Italia nel fine settimana del 22 e 23 ottobre, ma l’obiettivo, lo ha fissato Conte, è una grande manifestazione nazionale. Dovrebbe svolgersi a inizio novembre, quando ci sarà un nuovo governo al quale appellarsi. Il presidente nazionale delle Acli, Emiliano Manfredonia, non proprio un fan dei dem – ieri su Domani ha pubblicato un lungo editoriale dal titolo “Il Pd ha tradito le speranze del campo progressista” – ha un sogno nel cassetto. Lo ha spiegato ieri all’agenzia di stampa LaPresse: “Ci piacerebbe farla a piazza San Pietro, in concomitanza con l’Angelus del Papa, un modo per farla coincidere con la sua voce, l’unica autorevole per parlare di pace. Non vogliamo che la risposta dell’Europa sia lasciata al segretario della Nato”. La vicenda adesso agita i dem. Che fare? Aderire alla manifestazione? Non farlo? Il Pd è spaccato. C’è chi, come Laura Boldrini, ha già dato la sua piena disponibilità, ma anche chi, è il caso di Andrea Romano, ricorda come ci sia pace e pace: “C’è quella dell’8 settembre, della sottomissione, e quella del 25 aprile, della liberazione, bene manifestare perché anche l’Ucraina abbia il suo 25 aprile”. Durante la seduta di ieri del parlamento europeo, intanto, la spaccatura tra le fila dem ha avuto anche una manifestazione plastica. Una parte di eurodeputati ha votato l’emendamento (poi bocciato) del M5s che chiedeva di inserire nella risoluzione che esorta i paesi membri a condannare l’annessione russa degli oblast di Donetsk, Kherson, Luhansk e Zaporizhzhia e Lugansk anche un maggiore impegno per la pace e non solo un aumento dell’assistenza militare. Tra i favorevoli anche Massimiliano Smeriglio. L’ex vicepresidente della Regione Lazio è tra coloro che hanno apprezzato l’appello di Conte: “Ho letto con molto interesse la sua intervista e accolto con favore la sua proposta di una grande piazza nazionale per la pace”.


Mentre in tanti parlano, dentro il Pd qualcuno s’è già mosso in proprio. Il governatore campano Vincenzo De Luca che sta promuovendo una manifestazione senza bandiere per la pace che si svolgerà a Napoli il prossimo 29 ottobre. Sabato a palazzo Santa Lucia si terrà una riunione operativa con le associazioni.

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