Atlantico e polka

La lezione finlandese di Sanna Marin: "Con l'Italia nella Nato". Putin? "Attenti, è inarrestabile"

Carmelo Caruso

Il premier Draghi riceve la premier della Finlandia e dice: "Ratificare presto la vostra richiesta". L'orgoglio di Marin per il suo Parlamento. Il presidente del Consiglio prepara l'informativa sull'Ucraina

Ma perché non ce l’abbiamo noi! E’ socialista, ha 36 anni, è stata eletta premier a 34, ama l’Italia, balla la “polka” atlantica come Mario Draghi e ha chiesto alla Nato: “La mia Finlandia può entrare?”. Serviva la “signora Sanna Marin”, come la chiamano i giornalisti finlandesi, serviva la “premier Frozen” per sciogliere ben 75 anni di neutralità e per mostrare ai nostri leader che per fare pace con Putin l’unica deterrenza è decidere con chi stare.

Lo ha detto pure a Conte e Letta, in un pranzo informale dopo la visita a Palazzo Chigi: “Attenti, Putin è inarrestabile”. Che straordinaria lezione sentirle pronunciare, ospite di Draghi, che la “Finlandia non tollera la guerra” ma “la Russia non rispetta i princìpi fondamentali”. Da chi vi sentireste più garantiti dopo Draghi? Da una premier di questa tempra o da chi spedisce note da “consiglio di fabbrica”, come riporta questo prezioso manoscritto? “Il M5s, Consiglio nazionale, riunitosi, in data odierna, ha deliberato all’unanimità…”.


Quanto hanno da insegnarci questi paesi, Svezia e Finlandia, e non solo perché, quando vedono il pericolo, lo chiamano pericolo. Non solo perché sono capaci, se minacciati, di rimettere in discussione il loro più antico totem che si chiama neutralità. Hanno da insegnarci per i colori che esibiscono, per l’idea che hanno della donna che non è una “quota” tanto meno rosa o, ancora peggio, la soluzione quando c’è da risolvere una controversia tra uomini: “Sapete, che c’è? Ci mettiamo una donna”.

 

Se potete, andate a guardarvi le foto dell’incontro tra la premier Sanna Marin, che è cresciuta con due donne, e Draghi, nel giorno in cui la sua Finlandia, e la vicina Svezia, formulava richiesta ufficiale di ingresso nella Nato. Al seguito della premier finlandese c’erano ambasciatrici donne, giornalisti donne, funzionari donne. Tranquilli, c’era anche qualche uomo. Sorridevano tutti, non bofonchiavano, godevano di ottima salute e ringraziavano il cielo. Erano vestiti con i colori della frutta fresca: arancio, verde, giallo, rosso. Indossano orologi di colore rosa come quello della loro premier. Prediligono il parlare franco e preciso.

 

Ricevuta da Draghi, che ha promesso alla Finlandia non solo di sponsorizzare la sua domanda, ma di essere pronto a sostenerla anche prima dell’ingresso nel Patto atlantico (“l’impegno c’è e non ha condizioni. La procedura deve essere celere”) la “signora Marin” rispondeva di auspicarsi “un’adesione alla Nato ratificata rapidamente”. Velocità, lealtà, modernità…

 

Sono leader che sanno leggere il mondo e il contesto cambiato. E infatti ha promesso, a nome del suo paese, “che, se accolta nella Nato, la Finlandia darà il suo contributo con un esercito forte e moderno”. Sono capi di governo che hanno chiaro il loro mandato: “Il nostro compito nella Nato è difendere la Finlandia”. Prima di entrare in casa ripassano il manuale del costume: “Vedrete, che saremo affidabili”. Come la principessa Elsa di “Frozen”, il classico della Walt Disney, la protagonista dotata del potere di controllare il ghiaccio e la neve, anche la premier Frozen, si dice che abbia raccontato a Draghi il segreto del suo. Si chiama “Parlamento” ma non è quello che si immagina il leader del M5s, una banda di scalmanati, che a suo parere dovrebbero sollevarsi come i lazzari perché il loro compagno Ettore Licheri non è stato votato alla presidenza della commissione Esteri del Senato.

 

Ovviamente la “premier Frozen” si riferiva al voto che ha ricevuto dal suo parlamento (188 contro 8) un voto unanime che le ha permesso di fare richiesta di ingresso nella Nato e che non potrà che essere accettato dalle altre nazioni all’unanimità. Chi era vicino a Draghi e alla “signora Marin”, garantisce che Draghi, per un momento, ha pensato, qualcuno dice che lo abbia anche detto, “ad avercelo un Parlamento così”.

 

E si riferiva non tanto ai numeri della sua maggioranza ma allo spirito del Parlamento che lo ha visto presentarsi ben 53 volte in Aula. Al contrario di quanto ripetono, a memoria, gli uomini del “Comitato esecutivo centrale del M5s” che hanno il potere di convocare “il congresso dei deputati del popolo”, il governo Draghi supera come presenze in Aula il governo Conte I (53 contro 34). E’ vero che viene superato, a sua volta, ma neppure di tanto, dal secondo governo Conte ma si deve essere davvero disonesti se non si ricorda che contavamo le bare negli ospedali e non sapevamo cosa ne sarebbe stata della libertà di circolazione. E’ dunque piaciuta così tanto la definizione che Enrico Letta ha dato di Conte (“faticoso” cit.) che al governo l’hanno adottata. L’informativa che Draghi terrà oggi alla Camera e al Senato gli sarà dedicata. Dovrebbe durare 20/30 minuti e comprendere le conseguenze alimentari, energetiche, della guerra. Una parte riguarderà le operazioni sul terreno e le iniziative diplomatiche. E’ un’informativa e anche questa è solo un’informazione per Conte (che invece chiede il voto) perché come direbbe Totò: “Lei è ridicolo. S’informi. Non è un’offesa. E’ un’informazione accompagnata da un consiglio”.
 

  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica, ha scritto otto anni per Panorama occupandosi di politica, cronaca, cultura. Nel 2018 a Il Giornale. Oggi in redazione a Il Foglio.