Il caso

Il tribunale di Napoli sospende la nomina di Conte a capo del M5s. Torna Crimi?

Simone Canettieri

Accolto il ricorso degli iscritti: i grillini si ritrovano con tutti i vertici decapitati. L'avvocato Borrè: "Il partito è formalmente senza una guida". Il Movimento: "Proporremo in assemblea la ratifica delle delibere sospese"

Il primo partito del Parlamento è senza una guida. Per il tribunale di Napoli, Giuseppe Conte decade dalla carica di presidente del M5s in quanto eletto in forza di uno statuto approvato in violazione dei quorum necessari. Il tribunale ha accolto il reclamo di un gruppo iscritti napoletani in rappresentanza di centinaia di iscritti in tutta Italia. "Al momento non c'è più nessuno alla guida del M5s – dice al Foglio l'avvocato Lorenzo Borrè che ha curato il reclamo – sono decaduti tutti i vicepresidenti e gli organi di garanzia".  

 

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In linea teorica si torna indietro al vecchio statuto del M5s. E a chi ha preceduto Giuseppe Conte alla guida del Movimento:  il reggente Crimi. "Davvero torna Vito?", si chiedono i parlamentari del Movimento nelle chat.

Secondo quanto ricostruito dall'Adnkronos, il tribunale del capoluogo partenopeo ha sospeso le due delibere con cui, lo scorso agosto, il M5S ha modificato il suo statuto e 'incoronato' Giuseppe Conte come presidente dei pentastellati. I provvedimenti (che risalgono rispettivamente al 3 e al 5 agosto 2021) sono stati sospesi in via cautelare per la sussistenza di "gravi vizi nel processo decisionale".

La notizia piomba sulla crisi del M5s alle prese con la guerra interna fra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, che sabato si è dimesso da presidente del comitato di garanzia.  Anche questo organismo risulta dunque decapitato: al momento ne fanno parte Roberto Fico e Virginia Raggi. Ma anche la loro elezione potrebbe non aver valore in quanto scaturita dalla votazione del nuovo statuto che è stato appunto sospeso dal tribunale. A distanza di otto mesi la "Carta" grillina continua a dare grattacapi a Conte: basti pensare che nasce da una trattativa più che burrascosa con Beppe Grillo.

Secondo il tribunale di Napoli, sarebbero stati esclusi dalla consultazione sul nuovo statuto dello scorso 3 agosto 82.389 iscritti al M5s. "L'illegittima esclusione dalla platea dei partecipanti all'assemblea del 3 agosto 2021 degli iscritti all'ASSOCIAZIONE MOVIMENTO 5 STELLE da meno di sei mesi ha determinato l'alterazione del quorum assembleare nella deliberazione di modifica del proprio statuto", si legge infatti in un passaggio dell'ordinanza del collegio giuducante. "Appare chiaro, quindi, che l'assemblea dell'ASSOCIAZIONE MOVIMENTO 5 STELLE che ha deliberato il 3 agosto del 2021 non era correttamente costituita perché risulta che vi hanno partecipato un numero di iscritti inferiore a quello richiesto in prima convocazione", continua il documento. 

Conte: "La mia leadership non dipende dalle carte bollate"

"La mia leadership nel Movimento cinque stelle si basa su una profonda condivisione di valori e principi. E' un legame politico, prima che giuridico, non dipende dalle carte bollate". Sono le parole con cui Giuseppe Conte ha commentato l'ordinanza odierna del tribunale di Napoli

Ass. Rousseau: "Conte è andato a sbattere. Ora guida collegiale"

Tra i commenti sulla vicenda Sto arrivando!iva anche quello dell'assocuazione Rousseau, presieduta da Davide Casaleggio e oramai indipendente dal nuovo corso del M5s. "Come molti ricorderanno, per mesi abbiamo sollecitato i dirigenti che si erano autoproclamati tali a capo del MoVimento a seguire la legge e ad adempiere alle decisioni degli iscritti del MoVimento durante gli Stati generali ossia a procedere a un voto su Rousseau per definire la governance del MoVimento 5 Stelle composta da un organo a 5 componenti chiamato Comitato direttivo in sostituzione della figura del Capo politico. Anche il Garante Beppe Grillo ribadì in due comunicazione pubbliche - ''Una bozza e via'' pubblicata il 29 giugno e una comunicazione il giorno successivo - la necessità di votare, nel rispetto dello Statuto del MoVimento 5 Stelle, il Comitato direttivo su Rousseau", recita un post pubblicato sulla ex piattaforma ufficiale del Movimento cinque stelle. "Purtroppo quello che accadde successivamente è cosa nota a tutti: gli autoproclamatosi dirigenti del MoVimento 5 stelle decisero, invece, di proseguire la loro azione in violazione delle regole associative e delle decisioni degli iscritti e avviarono le votazioni su Sky Vote che oggi sono state di fatto invalidate accogliendo il ricorso proposto da diversi attivisti del MoVimento 5 Stelle in tutta Italia. In più occasioni abbiamo evidenziato quanto la gestione delle votazioni e della comunità degli iscritti richiedesse un livello di attenzione e professionalità che non possono essere improvvisati con modelli di gestione, invece, approssimativi e dilettantistici così come, invece, avvenuto. In un post del primo giugno 2021 Davide Casaleggio consigliava al MoVimento 5 Stelle di operare nel pieno rispetto delle regole avvertendo: 'Gli scogli sono vicini. Ripeto. Gli scogli sono vicini'. E oggi il MoVimento è tristemente andato a sbattere su quegli scogli e sarà costretto ad effettuare nuove votazioni indette dal Garante Beppe Grillo - unico organo in grado oggi di convocare gli iscritti - per individuare un guida collegiale al posto del decaduto presidente e capo politico Giuseppe Conte e dovrà farlo, questa volta, nel rispetto delle regole e delle modalità previste dal precedente Statuto e che da ora è di nuovo in vigore", riporta ancora il commento.

La palla ancora nelle mani di Grillo?

Nell'incertezza sull'esito giuridico-politico che potrebbe produrre la vicenda, c'è una relativa sicurezza: e cioé nella centralità che potrebbe riacquistare Beppe Grillo nel ruolo di garante. Di fatto, la sentenza di oggi annulla tutte le nomine del corso nuovo contiano. E allora da dove ripartire? Secondo lo stesso avvocato Borrè tutto passerebbe nelle mani del comico, che avrebbe la possibilità di convocare l'elezione del comitato direttivo. Da lì, a cascata, potrebbero essere eletti il comitato di garanzia, i probiviri, i comitati politici e il vertice composto da presidente (Conte) e vicepresidenti (attulmente sono cinque). Per adesso da Beppe Grillo nessun commento sulla vicenda. Mentre invece ha parlato l'ex reggente Vito Crimi. "La nostra comunità mi sembra che si sia espressa in maniera molto chiara sul presidente Conte. Non credo che sia il problema dei nuovi iscritti, dei sei mesi, che possa far cambiare il risultato'', ha detto lasciando l'abitazione romana di Conte. Secondo Crimi, "si procederà a una nuova votazione secondo le indicazioni del giudice di Napoli''. 

 

La nota del M5S

Con una nota stampa diffusa alcune ore dopo la notizia dell'ordinanza, il Movimento 5 stelle ha fatto sapere che "aveva già in programma, proprio in questi giorni, la convocazione di un’assemblea per sottoporre al voto degli iscritti alcune modifiche statutarie in adesione ai rilievi della Commissione di garanzia per gli statuti e la trasparenza dei partiti politici. Sarà questa l’occasione per proporre agli iscritti - anche con meno di sei mesi di anzianità - la ratifica delle delibere sospese in via provvisoria". 

  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.