Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e la sua giunta (Ansa)

Una squadra fortissimi

Er Pugile, l'antropologa spazzina e i finti tecnici. “La giunta romanella" del sindaco Gualtieri

Salvatore Merlo

Aveva annunciato scelte da sogno. Invece le nomine del nuovo primo cittadino di Roma sembrano una minestra riscaldata. Tanto che l'esponente del Pd si è tenuto più della metà delle deleghe.

Aveva annunciato una squadra da sogno. Una giunta per fare “rinascere” Roma. A cominciare dalla figura perno della giunta, il capo di gabinetto.  E dev’essere per questo che il sindaco Roberto Gualtieri  si avvarrà della preziosa competenza di Albino Ruberti detto “er Pugile”. Chi è costui? Beh, Albino è un personaggione del Pd  romano. Un tipo speciale. A Londra lo esporrebbero in una teca del Museo di storia naturale. A maggio del 2020, in pieno lockdown, per dire, mentre tutti dovevano stare tappati in salotto, lui venne beccato dalla polizia a mangiare e cantare a casa di amici su una terrazza di via Macerata, al Pigneto. Tutti chiusi in casa, e lui – che in regione Lazio a quei tempi si occupava di stabilire cosa fosse lecito fare durante il lockdown e cosa no – festeggiava col vinello e il pesce crudo. Alla polizia pare che Albino “er Pugile” abbia poi opposto i modi ruvidi che ne giustificano il nomignolo, ma anche il caro e vecchio “voi non sapete chi sono io”. Collaboratore di Zingaretti. Anvedi! La polizia se n’è strafregata e l’ha multato. Ora è capo di gabinetto con Gualtieri.    

 

Ma non finisce qua. Quella di Gualtieri è una squadra fortissimi, come direbbe Checco Zalone. In città è già stata ribattezzata così: “La giunta romanella” (dicesi “romanella” il piatto di pasta riscaldata).  Dopo “er Pugile”, l’altra competenza su cui può contare Gualtieri è infatti quella di Sabrina Alfonsi. Essendo lei antropologa e antiquaria, ovviamente si occuperà di... rifiuti. L’emergenza delle emergenze che ha tolto il sonno a manager e ingegneri con esperienze nel campo del riciclo, del compostaggio e della logistica, è dunque affidata a questa elegante signora  la cui prima qualità è di essere una campionessa di preferenze nel Pd del centrostorico. La più votata. Mica fichi. Portata dalle preferenze.

Mentre la vicesindaca e assessore al Bilancio, Silvia Scozzese, già assessore di Ignazio Marino, invece è stata portata da Dario Franceschini. Scozzese, non si sa perché, viene definita “assessore tecnico”. Talmente “tecnico”, dunque non politico, che quando sei anni fa Franceschini le disse di dimettersi e abbandonare Marino, lei si dimise subito. Ma tant’è: tecnico. Come Tobia Zevi, gran cognome. Il neoassessore alla casa  faceva parte del Gabinetto  di Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi. Ma non riparava i lavandini.  Ora è in Campidoglio perché “ficcato a forza” sempre da Gentiloni, che in teoria sta a Bruxelles ma in realtà rimescola ogni cosa tra Trigoria e cicoria.  

 

Ieri qualcuno ricordava che Virginia Raggi aveva portato l’amministratore delegato di Expedia a fare l’assessore al Turismo. Gualtieri invece ha Alessandro Onorato, quota Circolo Aniene. Canottieri del Tevere. Ma c’è una buona notizia. Poiché troppo gli fa schifo la compagnia che ha radunato, il sindaco si è tenuto più della metà delle deleghe: gli Investimenti, il Clima, le Partecipate, il Personale, il Pnrr,  la Sicurezza, la Transizione digitale, l’Università... Tutto.

  • Salvatore Merlo
  • Milano 1982, vicedirettore del Foglio. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.