(foto Ansa)

dopo lo scoop del foglio

Yo soy Mateo! Il Salvini migliore è quello che non si vuole far sentire

Claudio Cerasa

Critiche a Meloni, responsabilità di governo, scommessa su Draghi, no voto anticipato, squadra con il Cav. Gli audio foglianti sulla Lega dimostrano che lontano dalla Bestia e dalle piazze c'è un altro Salvini

Definirlo un quasi statista forse è troppo, perché in fondo stiamo parlando sempre di un politico che provò a conquistare l’Italia chiedendo per sé pieni poteri mentre era in mutande in una discoteca romagnola, ma definirlo invece, in quest’occasione, più misurato, più accorto, più responsabile, più consapevole e persino più avveduto, non è affatto un’esagerazione. E chiunque abbia avuto la possibilità di ascoltare i formidabili audio pubblicati dal Foglio e registrati giovedì pomeriggio dal nostro Ruggiero Montenegro, che travestendosi da siepe si è infiltrato all’assemblea dei parlamentari della Lega al Teatro Sala Umberto di Roma, avrà avuto la netta sensazione di sentir parlare un politico che in privato appare molto più avveduto rispetto a quanto non lo sia in pubblico (green pass compreso, controllato rigorosamente a tutti i parlamentari della Lega). E non occorre certo ascoltare tutto il girato, come direbbe Meloni, per capire una verità semplice: se Matteo Salvini avesse il coraggio di dire in pubblico quello che ha confidato ai suoi parlamentari, le possibilità di riscatto futuro per la Lega sarebbero infinitamente superiori a quelle di oggi

 

Punto numero uno: rivendicare fino in fondo la scelta fatta dalla Lega in questo governo, ovvero appoggiare Draghi, e usare questa scelta non per farsi mettere costantemente in difficoltà da Giorgia Meloni ma per provare a mettere in difficoltà Fratelli d’Italia. Conta l’agenda di governo, non quella dell’opposizione, e conta dire, anche a muso duro, che il problema di questo governo non è costituito da chi ci sta dentro, ma è costituito da chi ha scelto di rimanerne fuori.

Il secondo elemento di notevole interesse riguarda la scelta niente affatto scontata di creare una cabina di regia unica nel centrodestra tra i sei ministri presenti nel governo, tra Lega e Forza Italia, una mossa che se costruita con intelligenza potrebbe permettere al centrodestra, che attualmente ha più parlamentari a sostegno di questo governo rispetto a quanti ne ha il centrosinistra, di usare la stagione draghiana per provare a ridefinire in modo non estremista, con un po’ meno Le Pen e un po’ più di Ppe, la propria identità politica. Il terzo elemento di discreta responsabilità presente nelle parole che abbiamo squisitamente rubato a Salvini è quello che riguarda i prossimi mesi e il fatto che il leader della Lega dica, testualmente, che “chi pensa si possa andare a votare prima del 2023 è un illuso” dimostra due cose importanti: che il leader della Lega non ha intenzione di forzare la mano il prossimo anno per andare a votare prima del previsto e che la possibile campagna del centrodestra per Draghi al Quirinale non sarà in alcun modo legata alla volontà di andare a votare presto. Partito unico subito, niente paura con Draghi al Quirinale, niente mattate nel 2022, basta rotture di coglioni da Giorgia Meloni (e ovviamente green pass per tutti). Lontano dai tweet, dai social, dagli spuntini, dalle Bestie, dalle piazze e dalle molte sciocchezze dette dai suoi alleati all’opposizione, c’è forse il Salvini migliore, ma per sfortuna della Lega il Salvini migliore, yo soy Mateo, è proprio quello che non si vuole far sentire.

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.