L'esclusiva del Foglio

Salvini, ecco il terzo audio: "Nelle grandi città abbiamo perso con ignominia"

A porte chiuse il leader della Lega ammette la sconfitta elettorale e richiama i suoi parlamentari che rivelano retroscena ai giornali: "Non la maturità che ci si aspetterebbe in un momento così complicato"

Ruggiero Montenegro

"Leggere sui giornali, che già non sono amici, ricostruzioni con particolari che solo chi è in riunione poteva sapere, evidentemente mi fa capire che non c'è quella maturità da parte di tutti che ci si aspetterebbe in un momento così complicato": con queste parole Matteo Salvini ha iniziato il suo intervento al Teatro Sala Umberto di Roma, chiedendo alla truppa parlamentare leghista di tenere alta l'attenzione in fase così delicata, evitando fughe di notizie e indiscrezioni. Il Foglio però era lì, e ha potuto raccontare, alla lettera, alcuni passaggi della riunione. 

Dopo la premessa, il leader della Lega ha fatto il punto sulle amministrative, "che non sono andate bene. Per carità, noi abbiamo confermato 90 sindaci, ne abbiamo eletti 71 di nuovi, ne abbiamo persi 7. Quindi aritmeticamente, uno potrebbe dire che abbiamo 64 sindaci in più. Ma quando perdi con ignominia, con 30 punti di distacco in alcune grandi città, c'è poco da festeggiare. Il dato eclatante è l'astensione. Gli aventi diritti al voto erano 12 milioni, hanno votato in 6 milioni. E in buona parte è cosa nostra".

 

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