il dibattito nel Pd

Nardella e Gori sposano la linea Guerini. L'ipotesi del congresso s'avanza

Il manifesto del ministro della Difesa pubblicato sul Foglio viene giudicato "molto condivisibile" dal sindaco di Bergamo. "Il partito si chiarisca su cosa vuole essere" scrive il sindaco di Firenze

Nel manifesto che ha pubblicato sul Foglio, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha posto l'attenzione su una serie di questioni che dovrebbero interessare il futuro del Partito Democratico: tra queste l'obbligo di votarsi costantemente a un approccio riformista, riscoprire l'originaria vocazione maggioritaria, rappresentare le istanze dei ceti produttivi e "rifuggire da operazioni di maggioranze posticce", ristabilendo la differenza tra "senso di responsabilità e il rischio di subalternità". Era scontato quindi che le sue parole alimentassero il dibattito all'interno del partito.  

 

Secondo Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, Guerini "ha scritto cose molto condivisibili. Finalmente qualcosa si muove. Nel Pd non esiste solo il Bettini-pensiero, per fortuna" dice al Foglio. L'intervento del leader di Base Riformista, può essere considerato l'innesco a una richiesta di congresso anticipato? "Non si farà domattina, anche perché l'autunno temo non sarà una passeggiata, ma è lì che bisogna arrivare. Non puoi ribaltare di 180 gradi la linea di un partito senza passare da un congresso. C'è e deve esserci una differenza tra una leale e tattica collaborazione di governo, e il venir meno al proprio dna. Tra un accordo e una resa ai 5Stelle" ribadisce il primo cittadino di Bergamo, che la scorsa settimana aveva pungolato il proprio partito sfidandolo al raccogliere il vuoto di rappresentanza in cui versa il ceto produttivo del paese. 

  

Il sindaco di Firenze Dario Nardella, invece, è intervenuto con un post in cui ribadisce quanto espresso da Guerini in tema di accordi elettorali con il M5s. "Leggiamo sui social e sui giornali interviste e dichiarazioni di alcuni nostri dirigenti del PD che proclamano l’alleanza con i 5 stelle come cosa fatta e vitale per il futuro dell’Italia e del nostro partito. Io non ho pregiudizi di principio, ma annunciare patti politici alla vigilia di qualche elezione, come fatto in Umbria, è più una tattica miope che il frutto di un serio progetto politico", scrive il primo cittadino. Che poi si chiede se non sia più opportuno partire dai territori per costruire percorsi condivisi, non soltanto a livello elettorale. "Prima di legarsi in un matrimonio politico con i grillini si dovrebbe verificare l’effettiva comunanza di valori, metodi e programmi. Ma soprattutto prima di fare alleanze strategiche e scegliere leggi elettorali più o meno convenienti, il Partito si chiarisca su cosa vuole essere". 

 

 

L'obiettivo, secondo Nardella, non dovrebbe essere il breve periodo, le elezioni di settembre, strappare o meno un'alleanza nelle Marche o in Puglia, quanto piuttosto la costruzione di un progetto che parta dalla base. E quindi, subito dopo la prova elettorale "se si vorranno prendere decisioni talmente cruciali, sarà inevitabile prepararsi a un congresso per darci un nuovo profilo riformista e unire tutte le forze democratiche su metodi che partano da pieno coinvolgimento dei nostri territori e su temi chiari come il lavoro, l’ambiente, la sicurezza dei cittadini, la scuola, l’autonomia dei territori". Tutti temi sollecitati anche da Guerini nel suo intervento. E che potrebbero diventare terreno di una nuova stagione congressuale.

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