il laboratorio siciliano

"Ha ragione Conte, il M5s in Puglia e Marche ci ripensi". Parola di candidata giallorossa

Luca Roberto

Parla la grillina Maria Terranova, che corre a Termini Imerese col sostegno di Pd e M5s: "Giusto costruire alleanze sui territori. Noi vogliamo provarci anche alle regionali del 2022"

Dopo il modello Pomigliano, il laboratorio Termini Imerese. Chi di questi tempi s'arrovelli per capire se e come l'alleanza di governo rossogialla sia replicabile a livello territoriale, deve guardare al comune della città metropolitana di Palermo, quel tratto di Sicilia dove per decenni si sono assemblate migliaia di 500 e Panda, prima che lo stabilimento Fiat chiudesse definitivamente i battenti. “Possiamo diventare un esempio da seguire”, dice al Foglio il candidato sindaco Maria Terranova, consigliera uscente dei Cinque stelle che alle elezioni di ottobre sarà sostenuta da un fronte largo che ha il suo perno nell'intesa tra Pd e M5s, un amalgama di centro sinistra composto, oltre alle due forze di governo, da diverse liste civiche. 

 

 

“Il nostro è stato un lavoro lungo, durato mesi e interrotto dalla pandemia. Abbiamo condiviso con i partiti della coalizione un percorso all'opposizione, e abbiamo scelto di sederci e di confrontarci a partire dai programmi per assicurare alla città un governo e la migliore squadra possibile, dopo 3 elezioni e un commissariamento in 6 anni”. Com'è stato possibile, però, trovare una quadra con un soggetto politico che avete sempre avversato? “Non è stato semplice”, racconta Terranova. “Abbiamo dovuto fare un grande lavoro di sintesi, ma adesso sento l'orgoglio di rappresentare una coalizione ampia, che deve avere il futuro nel binocolo, dimostrando di poter essere un esempio vincente da seguire”. In Sicilia, del resto, ci sono altre realtà che stanno sperimentando progetti comuni: a Barcellona Pozzo di Gotto, nel messinese, Pd e M5s sosterranno il candidato sindaco di una lista civica. Discorsi analoghi interessano Agrigento, al voto sempre a ottobre. Quasi che il reticolato fitto di indizi finisca per disegnare una prova: grillini e democratici insieme alle elezioni regionali del 2022. “E infatti la speranza è che si vada in quella direzione, dobbiamo essere propositivi, indicare la strada e arrivare pronti a quell'appuntamento”, dice Terranova.

 

E però non tutti la pensano allo stesso modo. A pochi giorni dalla chiusura delle liste e a poco più di un mese dalle urne, nelle Marche e in Puglia Pd e M5s hanno ancora due diversi candidati presidente, che non intendono per nessuna ragione farsi da parte per favorire un accordo e continuano a farsi opposizione l'un l'altro. Tant'é che lo stesso premier Conte, di solito restio a commentare la pura pragmatica elettorale, in un'intervista al Fatto Quotidiano ha detto di trovare “ragionevole che le forze politiche che sostengono il governo provino a dialogare anche a livello regionale. In Puglia e nelle Marche presentarsi divisi espone al rischio di sprecare una grande occasione”: e cioè far vincere la destra e minare la solidità del governo.

 

Un invito che, alla fine, sembra nient'altro che il calco di quanto fatto a Termini Imerese nelle ultime settimane. “Io spero che anche nelle Marche e in Puglia si riesca a sedersi a un tavolo e a trovare una quadra partendo dalle linee programmatiche in comune", chiosa Terranova. "Come dice anche il premier Conte, la priorità deve essere quella di fare gli interessi dei cittadini. E per quel che riguarda noi cinque stelle, anche dei nostri iscritti, che con il voto su Rousseau si sono espressi in maniera chiara”. E' difficile, bisogna fare presto, ma si può fare, è insomma il messaggio dalla Trinacria a Laricchia e Mercorelli.

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