Roma, la campagna di settembre di Franceschini: convincere Sassoli

Simone Canettieri

Dopo le regionali, l'accelerazione di Zingaretti sul Campidoglio. Critiche a Letta dai deputati: "Enrico è bravo solo a fare interviste"

Calma e gesso, predica Nicola Zingaretti. Lo sprint di Raggi per le comunali di Roma non cambia il calendario del segretario del Pd. Il Nazareno metterà la testa sulle amministrative del 2021 solo a settembre, dopo le regionali e il referendum. In queste ore, però, Zingaretti continua a sondare e a parlare con tutti i big del partito. I nomi in ballo sono due, ma con sfumature diverse: Enrico Letta e David Sassoli.

   

Sul primo inizia a circolare un certo fastidio. Dice un deputato: "A fare le interviste sui giornali sono capaci tutti, ma poi Enrico toglie sempre il piede. Adesso dice che non è romano e che dunque non può candidarsi: e allora Vetere e Petroselli? E Alemanno e Marino?". Riflessioni velenose che denotano un certo scetticismo sull'ex premier.

    

Discorso diverso, invece, per Sassoli. L'attuale presidente del Parlamento europeo, già candidato alle primarie per il Campidoglio del 2013, fa filtrare il suo "no, grazie". Ma è tattica, auspicano dal Pd. Anche perché a settembre inizierà il pressing fortissimo di Dario Franceschini, amico personale di Sassoli. Franceschini – in tandem con Zingaretti – è pronto e vuole convincere l'ex giornalista del Tg1. Che rimane la figura più autorevole da mettere in campo.

  

È caduta nel vuoto, invece, l'intervista di Carlo Calenda a Repubblica. Il leader di Azione lancia Carlo Fuortes, sovrintende del teatro dell'Opera. Ma questa operazione – raccontano ancora al Nazareno – avrebbe avuto un senso solo se Raggi si fosse messa da parte, in ottica di un accordo Pd-M5s. Fuortes, d'altronde, vanta ottimi rapporti con il Campidoglio (che lo ha confermato dopo Marino) e anche con il Pd. Ma quello era un altro film.