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“Altro che drink! Dibba tornerà da noi a fare il falegname”
Intervista all'artigiano che ha insegnato l'arte del legno al big M5S: "Non so come se la cavi col mojito, ma con la pialla in mano faceva miracoli"
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3 AUG 20

Alessandro Di Battista (foto LaPresse)
“Molto mastello, poco pannello”. E' il motto della scuola del legno dove Alessandro Di Battista, lo scorso anno, passò “giorni intensi e ricchi di soddisfazioni personali”, come ricorda adesso Vasco Araldi, uno dei soci di questo laboratorio incastrato nelle viuzze di Pianoscarano, quartiere medievale di Viterbo.
Dibba – scalpello e pialla – si presentò al cospetto di questi artigiani dalle mani magiche per imparare l'arte e, si presume, metterla da parte. Perché poi il sogno di diventare un buon falegname (San Giuseppe o Geppetto?) venne scansato dai progetti gassosi, e non più pesanti come ciocchi, del viaggiatore-documentarista.
Ma adesso che la vita di Dibba, eterna promessa e sicuramente indiscutibile risorsa, ha fatto tappa al bancone di un bar di un hotel in Abruzzo con vista sull'Adriatico, c'è da togliersi una curiosità: è più forte con il gin e i pestati o con la sega? “Ah – mette le mani avanti Araldi che è milanese trapiantato a Viterbo, con tutto il rispetto delle forme che ne consegue – non so come se la cavi con i drink, di sicuro però come falegname non era male”.
Cosa significa? “Qui da noi passava le sue giornata ad ascoltare – ricorda al Foglio l'artigiano – poi a rubare il mestiere con gli occhi. Era strano: sembrava che fosse sempre distratto, invece si dimostrava, alla prova, sempre capace a riprodurre tutti gli esercizi, a mettere le mani nel legno con durezza e fantasia”.
Legno che è materia viva che può scoppiare con la pressione come nel caso del truciolato e magari dei banchi monouso che, più poi che prima, arriveranno in Italia.
Ma Dibba, Dibba, parlateci di Mastro Dibba. “Quando se n'è andato si è portato viva una scatola a coda di rondine da lui lavorata. Un ricordo, un lascito di quella esperienza. Ma sono sicuro che tornerà”. Magari a settembre, tra un'avventura e l'altra, finito di preparare l'ultimo drink. Pronto a modellare, magari un cavallo di Troia, per conquistare il Movimento. Molto mastello e poco pannello.