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Il discorso di Salvini al Senato sul Recovery fund è un manifesto di incompetenza. Proviamo a smontarlo

Sette errori e informazioni false che il leader leghista ha detto a Palazzo Madama la scorsa settimana, in risposta alle comunicazioni del presidente del Consiglio 

27 Luglio 2020 alle 12:45

Il discorso di Salvini al Senato sul Recovery fund è un manifesto di incompetenza. Proviamo a smontarlo

Foto LaPresse

Il discorso di Matteo Salvini in Senato la scorsa settimana, in risposta alle comunicazioni del presidente del Consiglio sull’accordo per il Recovery fund, ha mostrato la corda del leader leghista. Salvini ha parlato sì del Consiglio europeo, ma ha inanellato una serie di imprecisioni e bufale lunga anche per lui. Ed è finito a parlare di ponte sullo Stretto, magistrati, ponte di Genova, di Carabinieri. Non sapeva più cosa dire per nascondere il successo politico di Conte. Di seguito sette...

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Lorenzo Borga

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  • Andrew

    Andrew

    27 Luglio 2020 - 17:35

    La paura vera è relativa alla qualità della spesa: come potrà un governo – che ha prodotto il bonus monopattini e che vuole comprare i banchi di scuola cinesi con le rotelle – allocare in maniera efficiente il denaro ricevuto? Il timore è che una potenza di fuoco così notevole si disperda in mille rivoli inutili, in mille mancette. La storia recente d’altronde va in questa direzione. Volendo dare un giudizio complessivo sul Recovery fund, mi pare che somigli tanto agli Eurobond di Giulio Tremonti (appesantiti da un meccanismo iper burocratico): sì proprio quegli Eurobond che per l’Europa erano veleno e per la sinistra italiana erano sterco del demonio. Come cambiano i tempi. Ah già, ma per l'house organ di Giuseppi è sempre colpa di Salvini!

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  • Giovanni Attinà

    27 Luglio 2020 - 15:16

    Sono del parere che ognuno debba essere libero di esprimere le proprie idee politiche. Quello che non comprendo riguarda il comportamento del mondo dell'informazione, in particolare tv, che non replica alle inesattezza espresse dai vari politici. Infatti nessuno o quasi di quelli che discettano sull'informazione si è peritato di contestare le affermazioni di coloro che non vogliono gli aiuti europei.Basterebbe infatti controbattere e chiedere loro da dove prende soldi l'Italia per affrontare questo periodo di emergenza. Perché la favoletta del finanziamento con i soldi degli italiani, la cosiddetta ricchezza privata, non regge davvero.

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  • ogpmail

    27 Luglio 2020 - 14:37

    Credo che molti argomenti di Salvini & Co. cadrebbero se quando si parla di fondi europei tutti noi, inclusa la stampa, cominciassimo per sostituire il verbo “spendere” con “investire”. I soldi presi in prestito, anche quando costano poco, devono essere impiegati in iniziative che rendano almeno quanto serve a ripagare il debito più il suo servizio. Posso chiedere ad un amico di “anticipare” per qualche giorno quanto mi serve per andare a mangiare la pizza. Chiedere o pretendere di più è da irresponsabili.

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