Recovery Lega

“Niente Italexit, ma abbassiamo le tasse”. Che fare con i soldi europei? Parlano Durigon e Centinaio
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23 JUL 20
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Elaborazione grafica Il Foglio

“Se mia mamma avesse avuto le ruote sarebbe stata una carriola”, usa l’ironia l’ex ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio quando, a mo’ di provocazione, gli chiediamo quale sarebbe stato l’esito del negoziato brussellese se a rappresentare l’Italia ci fosse stato Matteo Salvini al posto di Giuseppe Conte. “Io sono un uomo concreto – prosegue il senatore Centinaio – La storia non si fa con i se e con i ma. Quello che so è che noi avremmo fatto sentire forte la voce degli agricoltori, degli allevatori e dei pescatori italiani, che grazie a questo accordo perderanno almeno due miliardi di contributi europei”.
Confagricoltura e Coldiretti hanno protestato contro la riduzione delle risorse destinate alla Pac nell’ambito del bilancio comunitario pluriennale 2021-2027. “I tagli previsti avranno un impatto negativo sull’agricoltura europea e, in particolare, su quella italiana. La Pac subisce un taglio di nove miliardi e noi, contributori netti, ne usciamo peggio di Francia e Germania. E’ un controsenso: in un momento in cui l’Europa, con il Green deal, chiede agli agricoltori di rispettare standard elevati per contrastare il cambiamento climatico e ridurre le emissioni, le risorse vengono sensibilmente ridotte.
Le nuove tecnologie verdi comportano costi rilevanti per le aziende che devono affrontare una fase economica già difficile a causa della pandemia. Con meno risorse, inoltre, si favorisce lo spopolamento delle aree agricole cancellando così quei presidi fondamentali per il mantenimento dell’habitat e la tutela dei territori”.
L’Italia sarà il primo paese beneficiario nel quadro del Recovery Fund: 209 miliardi di aiuti. “Questi soldi non arriveranno prima del 2021 ma le nostre aziende sono già alla canna del gas, a settembre in molti lasceranno i dipendenti a casa. Durante il suo intervento in Senato, Matteo Renzi ha detto che i presidenti di Regione sono contenti di ricevere questi fondi: certo, lo sappiamo bene, ma il problema è che spesso le stesse Regioni impiegano queste risorse in spesa improduttiva e clientelare.
Il modello non può essere la Campania che, al posto di creare lavoro, utilizza i fondi di Bruxelles per i concerti in piazza del Plebiscito. Lo stesso discorso vale per l’agricoltura: le risorse Ue servono se finalizzate a progetti concreti. Basta fregare l’Europa”. Sembra uno slogan europeista. “Ma noi siamo diversamente europeisti: non c’è motivo per uscire dall’euro, il nostro obiettivo è mostrare a tutti che siamo un paese moderno, serio ed efficiente, che non va compatito ma apprezzato. E’ la nostra mission impossible”.
Per il deputato Claudio Durigon, a capo del Dipartimento Lavoro della Lega, “l’Italexit è fuori dal dibattito, il tema è come stare in Europa. Per un malato grave il ritardo del medico può essere letale. La tempistica delle risorse è un punto dirimente, così come il controllo occhiuto dell’Europa. Il nostro paese è contributore netto del bilancio europeo, meritiamo rispetto. Ho dubbi sulla capacità di questo governo di presentare progetti credibili e dettagliati in tempi brevi, mi preoccupa inoltre il meccanismo introdotto per l’assegnazione delle risorse e per il relativo monitoraggio: con il coinvolgimento del Consiglio l’Italia subirà tagli e ostracismi da parte di quei paesi che pretendono di darci lezioncine. Quanto agli obiettivi, abbiamo bisogno di un radicale taglio delle tasse, a partire dalla flat tax, per non parlare del costo del lavoro che penalizza le nostre aziende nella competizione globale. Lo accetterà la Commissione europea?”.