Oscenità del Fatto contro Giorgia Meloni

Redazione

Squadrismo mediatico e indifferenza generale. Niente Piazzale Loreto, grazie

Ieri il Fatto quotidiano si è esibito in un attacco sciocchino e insultante nei confronti di Giorgia Meloni, di tono squadristico. La “sora Meloni”, come è stata appellata la leader di Fratelli d’Italia, sarebbe a capo di una formazione in cui “è in corso una bella gara tra ’ndranghetisti e figuri che si vestono da SS”. E ancora, si leggeva nell’articolo: “Dovrebbero intervenire i partigiani del Cln con lo schioppo” e, siccome “non si è mai visto un pesce svuotarsi l’acquario da solo, bisognerebbe aiutarlo come l’altra volta, settantacinque anni fa”. Cioè, immaginiamo, appendendo la Meloni a testa in giù a piazzale Loreto. Scemenze.

  

L’antifascismo è una cosa seria, e il modo in cui lo maneggia il Fatto è raggelante. Il linciaggio, l’invito alla violenza, sono infatti sintomi – questi sì – di un atteggiamento di tipo squadrista, cioè fascista. Quando lo stesso giornale si era esibito in una vigliaccata contro il sindaco di Bergamo Gori, chiamandolo Giorgio Covid, l’indignazione fu generale. Dovrebbe essere così anche per l’attacco a Giorgia Meloni, quale che sia il giudizio che si dà sulla sua posizione politica (il nostro lo conoscete).

  

La battaglia politica democratica può essere aspra e le critiche roventi, ma l’invito agli schioppi e a piazzale Loreto non hanno niente a che vedere con la democrazia, che consiste nella competizione tra posizioni, non nella distruzione delle persone e dei partiti avversari. I fascisti e i dannunziani che davano del Cagoia a Francesco Saverio Nitti sono il modello cui si ispirano queste maldestre sortite. In Italia non c’è e non ci può essere alcuna guerra civile, ma bisogna anche isolare con un biasimo generale chi invece incita all’odio personale. E non chiudere gli occhi se l’insultato di turno ha idee diverse dalle nostre.

 

Questo oggi è squadrismo mediatico. E i giornalisti (antifascisti?) del Fatto dovrebbero combatterlo anche loro con la stessa intransigenza con cui venne trattato lo squadrismo vero, che abbiamo sperimentato il secolo scorso. Piazzale Loreto no, grazie. Neppure per scherzo.