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Il Pd sospeso

Orlando, Bonaccini, Sala. Tutti mimano un congresso che non c’è. L’unità e il governo prima di tutto

22 Maggio 2020 alle 06:00

Il Pd sospeso

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti (foto LaPresse)

Roma. Un partito, una confederazione di correnti sospesa ai blocchi di partenza, dove ciascuno mima la lotta congressuale ben sapendo però che il congresso non è alle viste, anzi, come dice uno dei più importanti ex ministri, “non se ne deve nemmeno parlare. E il primo che ne parla viene crocifisso”. Ecco come si presenta il Pd, agli occhi dei suoi stessi dirigenti, sotto la guida morbida e notarile di Nicola Zingaretti, il segretario la cui forza deriva dalla capacità...

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Salvatore Merlo

Salvatore Merlo

Milano 1982, giornalista. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.

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Commenti all'articolo

  • Yogurt

    22 Maggio 2020 - 13:12

    " Il PD sospeso"? Come un caffè in omaggio, attende l'utilizzatore finale.

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    • Skybolt

      22 Maggio 2020 - 16:35

      Delizionamente perfido, però "utilizzatore finale" andrebbe tra virgolette, Travaglio et Mauro obligent..

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  • Andrew

    Andrew

    22 Maggio 2020 - 10:35

    Sig. Merlo la vicenda agghiacciante dei commenti privati tra magistrati in cui si suggeriva di colpire Matteo Salvini, "di attaccarlo anche se ha ragione", non Le pone delle domande? Saremmo ai limiti del complotto giudiziario, di sicuro c'è materiale a sufficienza per imbastire una inchiesta giornalistica senza precedenti. Eppure, silenzio. Ah già, si tratta del "Truce"!

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  • Andrew

    Andrew

    22 Maggio 2020 - 10:16

    Nulla o quasi sui cantieri da sbloccare, sugli investimenti da fare subito, su centinaia di migliaia di ambulanti, singoli esercenti, di automatico dalle banche che per erogare continuano a ritardare, nulla sui tempi e sulle condizioni certe per incassare i bonus, sulla fine di questa via crucis è tutto in forse, confuso, sparpagliato e rimpallato fra governo e regioni. Ecco perché è uno squallore che Renzi a cui si deve la nascita di questo governo e la responsabilità per ciò che non ha fatto o fatto male dall’inizio, si preoccupi di giocare al rialzo, al trabocchetto da furbetto, anziché di mandarlo a casa per il bene del paese che ne sta pagando care le spese. Caro Renzi ci rivedremo alla fine dell’estate, quando l’Italia presenterà il conto degli sbagli, degli opportunismi, dell’incapacità a governare, ad affrontare i problemi veri al netto delle conferenze, dei teatrini, dei due pesi e due misure, vi presenterà il conto dell’imperdonabile errore di non averci fatto votare.

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    • Skybolt

      22 Maggio 2020 - 16:37

      Ci vorrebbe il vecchio Nunzio Filogamo (quiz per i musicofili).

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