Sovranisti in quarantena

Redazione

Neanche la paura del coronavirus può giustificare i furbetti dei porti chiusi

In attesa del vaccino per il coronavirus, l’Italia dimostra di essersi abituata alla patologica perversione a raccontare sciocchezze in tema di immigrazione. La combinazione letale “virus misterioso” più “immigrato clandestino” era troppo ghiotta per farsela scappare. Ed ecco che Lega e Fratelli d’Italia si sono sfidati a chi la sparava più grossa: dagli sbraiti dei leghisti – che sono tornati a rilanciare la storia dei porti chiusi contro presunti migranti infetti – al famigerato blocco navale chiesto da Fratelli d’Italia.

 

Due giorni fa il governo aveva sospeso a scopo precauzionale il volo umanitario che avrebbe dovuto portare dal Niger all’Italia 66 rifugiati. Ora invece il Viminale ha autorizzato lo sbarco a Messina di 194 migranti salvati nel Mediterraneo dalla nave umanitaria Sea Watch 3. Il presidente della regione Sicilia, Nello Musumeci, ha alzato la voce. “Una quarantena a bordo è indispensabile”. Puntuali, sono arrivate anche le parole di Matteo Salvini, esperto di “quarantene a bordo” prima ancora della comparsa del coronavirus: “Ha ragione il governatore”, ha detto il leader leghista. Per il Viminale invece c’è un protocollo preciso, adottato dal ministero della Salute, e i migranti saranno visitati con uno scrupolo ulteriore al momento dello sbarco, per poi andare in quarantena in un hotspot. “Se dovessero verificarsi casi abbiamo preso tutte le precauzioni”, aveva anticipato al Foglio il ministro Luciana Lamorgese dieci giorni fa. D’altra parte, seguendo la logica di Musumeci & Co., andrebbero fermati negli aeroporti italiani anche i 500 mila africani che ogni anno arrivano nel nostro paese (non fateci ridire). I dati dell’Oms dicono che al momento i contagiati in Africa sono due (uno individuato ieri è un dipendente dell’Eni risultato positivo al tampone in Algeria) e per quanto questi dati possano essere poco credibili usare la chiave della psicosi per giustificare politiche inumane e forse persino illegali come quelle dei “porti chiusi” è una pratica tipica dei professionisti dello sciacallaggio. La prudenza è giusta ma almeno in queste occasioni sarebbe utile non assistere allo scontro tra chi decide di governare le emergenze e chi invece preferisce giocare con la paura degli italiani.

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