I politici rispettino la zona rossa

Redazione

Evitare le risse verbali tra governo e regioni. Un ruolo alla Protezione civile

Come a scuola, sarebbe facile accusare il più attaccabrighe di aver cominciato per primo e dare la colpa a Matteo Salvini, che a emergenza appena esplosa intimava: “Se Conte non è in grado di garantire la salute pubblica, si faccia da parte”. Ma, in una situazione così complessa, perdere tempo a stabilire chi ha scagliato la prima pietra è inutile e anzi dannoso. Il metodo deve essere un altro, e il consiglio è di riavvolgere il nastro evitando le confusioni. Può darsi che la frase del premier Giuseppe Conte – poi meglio contestualizzata, “non volevo sopravanzare le Regioni” – a proposito di “un ospedale” lombardo che non avrebbe lavorato “in linea con i protocolli” nasca da quella iniziale polemica.

 

Ma evidentemente adombrare la possibilità che il governo assuma “misure che contraggono le prerogative dei governatori”, in un paese in cui le prerogative regionali sulla Sanità sono note a tutti (o dovrebbero) non è un buon passo. Anche la replica seccata del presidente della Lombardia Attilio Fontana, “parole in libertà, che mi auguro siano dettate dalla stanchezza”, per non dire della risposta di Giulio Gallera, assessore lombardo alla Sanità, “una dichiarazione inaccettabile da una persona ignorante”, denunciano il rischio di un’escalation politica e istituzionale di cui non c’è bisogno. E alla quale ad esempio Luca Zaia ha mostrato di non voler partecipare.

 

Ieri sono arrivate anche alcune annotazioni di Walter Ricciardi, il rappresentante italiano all’Oms chiamato a collaborare dal ministro della Sanità Roberto Speranza, secondo cui la “frammentazione regionale” ha fatto “perdere l’evidenza scientifica”. Il che ha innervosito qualcuno ma, se ben letta, era una semplice annotazione tecnica. L’impressione è che in un momento così complicato e confuso andrebbero rispettate da tutti le misure di sicurezza verbali e istituzionali, all’interno della rispettiva zona rossa, o gialla. Il dibattito sull’assetto della Sanità o delle regioni meglio rimandarlo al momento opportuno (e poi farlo davvero). Nel frattempo l’indicazione che viene da Conte, cioè l’idea che possa essere la Protezione civile a coordinare le varie attività è molto più utile dei battibecchi.

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