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L’Armata Emiliano

L’uomo di CasaPound in Puglia tifa per il pm e crea un cortocircuito nel Pd

25 Gennaio 2020 alle 06:00

L’Armata Emiliano

Michele Emiliano (LaPresse)

In terra di Puglia accadono cose strane, che il resto del paese fatica a comprendere. Una su tutte è la ricandidatura da parte del Pd di Michele Emiliano, che in tutti questi anni non ha fatto altro che opporsi ai governi del Pd tra l’altro facendo scendere in regione i dem sotto la media nazionale e meridionale. Si dirà, però, che c’è il rischio dell’avanzata delle destre e del populismo. E infatti Emiliano, che è il campione del populismo, paragonandosi a Churchill, si è già messo alla guida della resistenza all’invasore: “Inizia la battaglia per la Puglia – ha dichiarato –, mi viene in mente la battaglia d’Inghilterra nella quale qualcuno tentava di prendersela”.

 

Emiliano, con amici a destra e sinistra, scopre di non piacere a tutti

Il governatore-magistrato, consacrato da primarie preconfezionate, cerca i voti dei renziani dopo averli insultati fino a ieri

 

Mancando i risultati amministrativi e avendo perso pezzi nell’alleanza di centrosinistra, l’unico modo per tentare di farcela è invocare una specie di comitato di liberazione da opporre all’avanzata fascista. Solo che il motivo per cui forze liberali, moderate e riformiste – Renzi, Calenda, +Europa e altri – si sono staccati è proprio perché la coalizione “larga” emilianista da tempo si è un po’ troppo allargata. Tanto da arrivare all’estrema destra.

  

Ne è un esempio Pippi Mellone, sindaco di Nardò, militante della destra radicale e vicino a CasaPound, che ha vinto le elezioni comunali con la lista “Andare oltre” (nome ispirato a un celebre articolo di Pino Rauti). Ebbene, alle primarie Emiliano a Nardò ha preso il 92 per cento dei voti, proprio grazie all’endorsement di Mellone: e sono tutti voti di estrema destra, visto che il Pd per protesta ha deciso di non partecipare alle proprie primarie occupate dagli elettori del sindaco postmissino. Questo succedeva due settimane fa.

  

Ma non finisce qui, perché nel frattempo Mellone è stato rinviato a giudizio per diffamazione: durante un Consiglio comunale, l’alleato di Emiliano aveva attaccato il capogruppo di opposizione del Pd, Lorenzo Siciliano, urlandogli: “Pagliaccio! Ho avuto fin troppa pazienza con lei! Lei è figlio del male assoluto!”. Altro che battaglia contro l’invasione della destra, quella peggiore è intruppata nell’Armata Emiliano.

Redazione

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  • Silvius

    25 Gennaio 2020 - 09:39

    Forse è una candid camera, ma di quelle che non fanno ridere.

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