Basta piagnistei sull'Europa assente

Redazione

La crisi immigrati non c’è: guardate i numeri. Semmai c’è un esodo tutto italiano

Il governo italiano ha finalmente accettato di far sbarcare i 104 naufraghi a bordo della Ocean Viking e nelle prossime ore potrebbe fare altrettanto con i 90 della Alan Kurdi. Ma, come accadeva ai tempi di Matteo Salvini ministro dell’Interno, si è dovuto attendere il ricollocamento in altri stati membri dell’Unione europea per aprire i porti alle navi delle ong che salvano poche centinaia di migranti. Il viceministro Vito Crimi ha rivendicato la piena continuità con la politica salviniana, quella del piagnisteo sull’Europa che lascia sola l’Italia, di fronte a un fenomeno che viene descritto come un esodo di proporzioni bibliche, anche se i numeri raccontano un’altra storia. “Questo governo ha confermato ancora una volta l’autorevolezza necessaria a garantire che l’Europa si faccia carico del fenomeno migratorio non lasciando sola l’Italia”, ha dichiarato Crimi. Per non essere da meno, Salvini ha voluto denunciare una “ennesima calata di braghe”, snocciolando una serie di cifre ridicole: “Dall’inizio del mese a oggi il governo tutto sbarchi, tasse e manette ha fatto registrare 1.854 arrivi di immigrati contro i 1.007 di tutto ottobre 2018, a settembre 2019 ben 2.498 sbarchi contro i 947 di settembre 2018”. Ma di cosa stanno parlando?

 

I numeri di Salvini, così come i proclami di Crimi, sono quelli di un mondo parallelo, che servono a meglio nascondere le vere crisi migratorie dell’Italia. In questo 2019 non c’è nessuna emergenza immigrazione nel nostro paese, come non c’era nel 2018 grazie anche alle iniziative che erano state assunte da Marco Minniti per arginare i flussi dalla Libia pur se con metodi contestabili (in questi giorni sentiremo molto parlare del memorandum Libia-Italia che si rinnova alla fine della settimana). Dall’inizio dell’anno, meno di 9.500 migranti sono sbarcati in Italia. Sono arrivate meno di 10.000 persone, su una popolazione di 60 milioni di persone, in gran parte su barchini fantasma (l’88 per cento), senza alcun ruolo delle ong. La vera emergenza migranti in Europa è in Grecia, dove nel solo 2019 sono arrivate più di 55 mila persone dalla Turchia. Su una popolazione di 10 milioni di abitanti, è come se in Italia ne fossero sbarcati 330.000 dall’inizio dell’anno. Come se non bastasse, nei campi delle isole greche sono stipate decine di migliaia di persone, in gran parte rifugiati siriani e afghani, in condizioni considerate vergognose per uno stato che è membro dell’Unione europea. Malta, con i suoi 460 mila abitanti e 316 chilometri quadrati, ha visto sbarcare 2.800 persone. Come se in Italia ne fossero arrivati 300.000 mila. Perfino la Spagna, con 25 mila sbarchi, sta subendo una pressione migratoria più che doppia rispetto all’Italia. Ma di cosa stanno parlando Crimi e Salvini?

 

Alla luce dei numeri, anche il piagnisteo sull’Europa che lascia l’Italia sola è del tutto ingiustificato. La Commissione ha stanziato quasi un miliardo di euro dal 2014 e ha lanciato un programma di ricollocamento obbligatorio che ha provocato le ire dell’est europeo. Gli stati membri dell’Ue hanno subìto i movimenti secondari dall’Italia di centinaia di migliaia di persone senza protestare troppo. Malgrado il fatto non ci sia una vera crisi in Italia oggi, Francia e Germania hanno deciso di fare un gesto, con l’intesa di Malta. Certo, non è il superamento di Dublino, perché gli amici di Salvini come l’ungherese Viktor Orbán non vogliono. Malta è solo un’intesa di principio sui princìpi di un’intesa che non è ancora in vigore a causa dell’opposizione di Orbán e soci. Eppure viene già applicato ogni volta che l’Italia ne fa richiesta. Quello di cui Crimi e Salvini non vogliono parlare è la vera emergenza migranti in Italia: gli oltre 128 mila italiani che, secondo l’ultimo rapporto della Fondazione Migrantes sulla base dei dati Aire, sono emigrati nel 2018. Nel 2017 erano stati altrettanti. A questi numeri vanno aggiunti gli emigrati semi-regolari che non si iscrivono all’Aire perché altrimenti perderebbero la possibilità di usare nell’Unione europea il Servizio sanitario nazionale italiano. Almeno 83 mila giovani (18-34 anni) e giovani adulti (35-49 anni) se ne sono andati lo scorso anno. E’ di questo esodo tutto italiano e delle sue cause profonde che i politici italiani non vogliono parlare, nascondendosi dietro al piagnisteo dell’Europa assente.

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