Perché non è vero che con il “Popolarellum” deciderà il popolo

Antonio Gurrado

La Lega deposita un referendum in Cassazione sulla legge elettorale maggioritaria: “Chi prende un voto in più vince e governa”, dice Calderoli. Ma non è proprio così

Gran battezzatore di leggi elettorali, Roberto Calderoli propone di chiamare Popolarellum quella per cui la Lega deposita oggi un referendum in Cassazione. Un po' perché deciderà il popolo, un po' perché, come dice Salvini, col maggioritario “chi prende un voto in più vince e governa”. In verità la logica dimostra che col maggioritario puro, per governare, non conta prendere un voto in più degli avversari ma distribuire i propri voti nella maniera più uniforme possibile sul territorio. Per dire, se il mio partito prende un fracco di voti in più dell'altro partito su scala nazionale, vincendo di gran lunga in alcuni collegi ma perdendo di pochissimo in molti altri, col maggioritario la maggioranza in Parlamento non ce l'ho io ma loro.

  

Quindi, contrariamente a ciò che comunemente si pensa, col maggioritario si può governare prendendo meno voti degli avversari, mentre prendendo un voto in più si può perdere e finire all'opposizione. Inoltre, sempre contrariamente a ciò che comunemente si pensa, l'unico modo di garantire che governi chi prende più voti è un sistema elettorale che traduca in seggi la percentuale esatta dei voti ricevuti, ovvero il proporzionale. Quindi il maggioritario su cui la Lega deposita oggi il referendum dovrebbe chiamarsi Popolarellum poiché basato su una diffusa credenza popolare.