Conferenza stampa di Matteo Renzi in Senato (foto LaPresse)

Renzi rilancia il governo istituzionale: "Ma non ne farò parte"

Samuele Maccolini

L'ex premier attacca Salvini e critica il M5s per l'”aggressione personale e l'odio”. Poi apre a un accordo per evitare l'aumento dell'Iva

Dopo che al Senato il premier Giuseppe Conte ha annunciato le sue dimissioni con un lungo discorso in cui ha ripercorso i traguardi più significativi della legislatura e ha attaccato Salvini. Dopo la risposta altrettanto dura del leader della Lega con il quale ha rivendicato il lavoro compiuto con il governo e invitando i 5 stelle a sostenere l'esecutivo fino al voto sulla riduzione dei parlamentari, per poi andare a elezioni. È toccato a Matteo Renzi prendere la parola: "Sarebbe facile assistere allo spettacolo sorridendo ma la situazione impone un surplus di responsabilità. Lei oggi presidente del Consiglio si dimette ed il governo che lei ha definito populista ha fallito e tutta l'Ue ci dice che l'esperimento populista funziona in campagna elettorale ma meno bene quando si tratta di governare", ha detto il senatore prima di rispondere alle accuse di negare il voto ai cittadini ricordando a Salvini che "ha fatto un governo col 17 per cento", e "non con il 51, ma questo governo ha fallito anche per sua responsabilità. Prima lo ammettete e prima si può voltare pagina".

  

Renzi ha ribadito quanto detto nei giorni scorsi, sottolineando la necessità di trovare un accordo per evitare l'aumento dell'Iva, in quanto deprimerebbe i consumi e porterebbe il paese alla recessione: "Serve un governo istituzionale per riportare l’Italia in Europa: un nuovo governo non è un colpo di Stato, un voto in autunno è un colpo di sole. Questo è il Parlamento non il Papeete". Un governo al quale in ogni caso "non ne farò parte", ha chiarito l'ex segretario del Pd.

 

L'ex premier si è rivolto ai grillini e li ha rimproverati per l'”aggressione personale e l'odio” che offende gli affetti più cari. Il riferimento è alle vicende che hanno visto come protagonisti i familiari della famiglia del senatore che sono stati in passato presi di mira dai Cinque stelle: “Ma vengono prima le istituzioni” delle ripicche personali, ha concluso. 

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