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Chi aveva interesse a far saltare fuori lo scandalo Russia-Lega?

"La Lega che cerca di giocare su due fronti contemporaneamente, e il Cremlino che gliela fa pagare? C’è qualcosa che non torna", ci dice Luigi Sergio Germani

13 Luglio 2019 alle 06:03

Chi è che aveva interesse a far saltare fuori lo scandalo Russia-Lega?

foto LaPresse

Roma. “Quasi sicuramente sono stati i servizi russi”, dice al Foglio commentando il caso Savoini, Luigi Sergio Germani, direttore dell’Istituto Gino Germani di Scienze sociali e Studi strategici, esperto di Russia e uno dei sette autori del rapporto dell’Atlantic Council “The Kremlin’s Trojan Horses 2.0: Russian Influence in Greece, Italy, and Spain” che già un paio di anni fa parlava diffusamente dei rapporti del Cremlino con Lega e Cinque Stelle. “E’ notorio che l’Hotel Metropol è sotto stretto controllo del servizi di Mosca. Per quale motivo lo abbiano fatto, però, è più complesso da decifrare. Una possibile ipotesi è che sia stato un avvertimento a Salvini. Una altra ipotesi forse ancora più probabile è che possa esserci stato un regolamento di conti interno al potere russo in cui la Lega è andata di mezzo”. Spiega Germani al Foglio: “In realtà almeno dal 2013 la Lega non fa mistero del proprio filo-putinismo. Anche i Cinque stelle hanno avuto rapporti intensi con la Russia, ma senza sbandierarli allo stesso modo. Certe cose si sono sapute soprattutto con ‘Supernova’: il libro degli ex Cinque stelle Nicola Biondo e Marco Canestrari. Tuttavia al tempo del nostro paper non c’erano evidenze di finanziamenti, ma solamente voci. Sicuramente si parlava molto di questa Associazione Lombardia Russia e dei personaggi che vi ruotavano attorno. L’Espresso lo scorso febbraio ha parlato del possibile incontro notturno tra Salvini e il viceprimo ministro Dmitry Kozak, a cui poi sarebbe seguito il colloquio ora riportato da Buzzfeed. Ma l’appoggio russo ai movimenti populisti e nazionalisti in Europa si vedeva piuttosto attraverso il sostegno di media legati al Cremlino come Sputnik, campagne sui social, o anche contatti ad alto livello. La mia impressione, che per ora resta un’impressione non dimostrabile, è che a differenza di quanto avveniva per i finanziamenti dell’Urss al Pci ai tempi della Guerra Fredda, oggi a Mosca siano più cauti nel dare fondi a partiti. Viene piuttosto il dubbio che i rubli possano avere avuto un ruolo in tutto questo rigoglioso proliferare di siti web, centri studi, libri, think tank, convegni, intellettuali, gruppi di analisi geopolitica che improvvisamente negli ultimi anni si è messo a diffondere punti di vista filorussi da un punto di vista rossobruno. Sicuramente ci sono state delle dinamiche culturali e intellettuali, anche europee, oltre che italiane. Ma questa galassia si è sviluppata troppo rapidamente per non far venire qualche sospetto”.

 

Eppure, adesso, sarebbero stati gli stessi russi ad aver fatto trapelare la vicenda di Savoini: “Come dicevo, il Metropol è un hotel sotto il controllo dei servizi russi. Escluderei invece un ruolo dell’intelligence occidentale. A parte il contesto, in questo momento dopo il viaggio negli Stati Uniti Salvini stava svoltando in chiave pro-Trump. Perché colpirlo?”. Per questa ragione molti giornali stanno ipotizzando un “avvertimento” di Putin. “Può essere. Una vendetta per aver detto a Washington che devono essere i russi a fare la prima mossa in Ucraina, se vogliono veder togliere le sanzioni. La Lega che cerca di giocare su due fronti contemporaneamente, e il Cremlino che gliela fa pagare. C’è qualcosa che non torna però: i russi si rendono conto che con i giallo-verdi hanno il massimo dell’amicizia possibile da parte del governo di un paese che resta parte della Ue e della Nato. Lo sanno che l’Italia non può togliere le sanzioni da sola, e sanno pure che altri governi che a Roma prendessero il posto di questo sarebbero più ostili. Con questo governo possono comunque influenzare il dibattito all’interno di Ue e Nato, indebolendole. Gli va benissimo”.

 

Secondo Germani, “forse bisognerebbe pensare a regolamenti di conti interni ai servizi russi, che riflettono a loro volta i regolamenti di conti all’interno del sistema di potere. Il ruolo di Putin è quello di mantenere l’equilibrio mediando tra i vari clan, e cercando di ridurre questa conflittualità. Potrebbe essere stata un’operazione di una fazione per mettere in imbarazzo un’altra fazione, magari approfittando del dilettantismo di gente che si mette a parlare di certe cose nella hall di un hotel. Li hanno sentiti non solo i servizi, ma pure i giornalisti. Un’altra ipotesi è che sia stato il Cremlino a bruciare di proposito un’operazione che non aveva i crismi della sicurezza. Magari hanno voluto far saltare proprio Savoini, perché era notoriamente un personaggio sotto attenzione”. Altre ipotesi ancora? “Una fonte interna alla Lega per fare casino. Ma mi sembra l’ipotesi meno probabile di tutte. Lo ripeto: quello era un contesto fortemente controllato dai servizi russi”.

Maurizio Stefanini

Romano, classe 1961, maturità classica, laurea in Scienze Politiche alla Luiss, giornalista dal 1988. Moglie, due figli. Free lance impenitente, collabora col Foglio dalla fondazione. Di formazione liberale classica, corretta da radici contadine e da un'intensa frequentazione del Terzo Mondo. Specialista in America Latina, Terzo Mondo, movimenti politici comparati, approfondimenti storici. Ha pubblicato vari libri, tra cui “I nomi del male”, ritratto dei leader dell’asse del Male, "Ultras - Identità, politica e violenza nel tifo sportivo da Pompei a Raciti e Sandri", "Da Omero al rock. Quando la letteratura incontra la canzone" e ultimo "Alce Nero un «beato» tra i Sioux". Parla cinque lingue; suona dieci strumenti (preferito, fisarmonica).

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  • Guittone d'Arezzo

    Guittone d'Arezzo

    20 Luglio 2019 - 18:06

    Per ora noi sappiamo solo una cosa : la trattativa c'è stata (falsa,furba fantastica?) quindi il tentativo di uno o più maggiorenti della Lega per incassare tangenti c'è stato. Conclusione il Salvini, quale segretario della Lega è stato al Metropol mentre fervevano colloqui in tal senso. E' da condannare? Penalmente no ma in un altro paese (G.B.- Germania?) a quest'ora lo avrebbero crocifisso. In Italia si tende a minimizzare. Li ha presi,non li ha presi?. Io dico se non li ha presi è perché NON C'E' riuscito. quindi SI DIMETTA!

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  • albertoxmura

    13 Luglio 2019 - 19:07

    Secondo me questo Savoini è uno che poteva andar bene per Salvini prima che la Lega andasse al governo, ma è del tutto inadatto a rappresentarlo nella siatuazione attuale. Trattando un affare come quello dell'Hotel Metropol coram populo in una sala d'albergo, Savoini ha mosrtrato un'ingenuità che non riesco in alcun modo ad attribuire a Salvini. Il quale, se avesse davvero voluto fare un'operazione del genere l'avrebbe condotta con ben altre cautele. La mia ipotesi è che qualcuno si sia preso gioco di Savoini, prospettandogli un affare favoloso allo scopo di registrare la conversazione per poi rivenderla alla stampa occidentale. Certamente sia L'Espresso sia BuzzFeed hanno pagato per avere quel materiale e questo poteva essere l'unico scopo di chi gli ha teso la trappola. Salvini, se mai avesse accettato finanziamenti illeciti da parte di Mosca, non li avrebbe di certo gestiti in quella maniera. Tutto si può dire di Salvini, fuorché che sia un ingenuo e uno sprovveduto.

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  • eleonid

    13 Luglio 2019 - 15:03

    Anche io ritengo che siano stati i russi a fare saltare il tavolo degli accordi perché ritengono i loro interlocutori inaffidabili . Sono sotto gli occhi di tutti le giravolte dei due gemelli in materia di politica estera e non solo. Va be' che Macchiavelli era italiano , ma viene letto e studiato anche fuori Italia. Va be' che la mafia italiana non è seconda alle mafie straniere , ma non illudiamoci di essere per questo i più furbi. Va be' che siamo il paese dei pulcinella , ma quando tratti con gente come Putin o personaggi simili non puoi mica permettere di scherzare tanto. Insomma la nostra politica politicante va bene per noi , ma fuori deve fare i conti con gente piu cazzuta che scherza poco. We are tuned , se non vogliamo finire male.

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