Chi aveva interesse a far saltare fuori lo scandalo Russia-Lega?

Maurizio Stefanini

"La Lega che cerca di giocare su due fronti contemporaneamente, e il Cremlino che gliela fa pagare? C’è qualcosa che non torna", ci dice Luigi Sergio Germani

Roma. “Quasi sicuramente sono stati i servizi russi”, dice al Foglio commentando il caso Savoini, Luigi Sergio Germani, direttore dell’Istituto Gino Germani di Scienze sociali e Studi strategici, esperto di Russia e uno dei sette autori del rapporto dell’Atlantic Council “The Kremlin’s Trojan Horses 2.0: Russian Influence in Greece, Italy, and Spain” che già un paio di anni fa parlava diffusamente dei rapporti del Cremlino con Lega e Cinque Stelle. “E’ notorio che l’Hotel Metropol è sotto stretto controllo del servizi di Mosca. Per quale motivo lo abbiano fatto, però, è più complesso da decifrare. Una possibile ipotesi è che sia stato un avvertimento a Salvini. Una altra ipotesi forse ancora più probabile è che possa esserci stato un regolamento di conti interno al potere russo in cui la Lega è andata di mezzo”. Spiega Germani al Foglio: “In realtà almeno dal 2013 la Lega non fa mistero del proprio filo-putinismo. Anche i Cinque stelle hanno avuto rapporti intensi con la Russia, ma senza sbandierarli allo stesso modo. Certe cose si sono sapute soprattutto con ‘Supernova’: il libro degli ex Cinque stelle Nicola Biondo e Marco Canestrari. Tuttavia al tempo del nostro paper non c’erano evidenze di finanziamenti, ma solamente voci. Sicuramente si parlava molto di questa Associazione Lombardia Russia e dei personaggi che vi ruotavano attorno. L’Espresso lo scorso febbraio ha parlato del possibile incontro notturno tra Salvini e il viceprimo ministro Dmitry Kozak, a cui poi sarebbe seguito il colloquio ora riportato da Buzzfeed. Ma l’appoggio russo ai movimenti populisti e nazionalisti in Europa si vedeva piuttosto attraverso il sostegno di media legati al Cremlino come Sputnik, campagne sui social, o anche contatti ad alto livello. La mia impressione, che per ora resta un’impressione non dimostrabile, è che a differenza di quanto avveniva per i finanziamenti dell’Urss al Pci ai tempi della Guerra Fredda, oggi a Mosca siano più cauti nel dare fondi a partiti. Viene piuttosto il dubbio che i rubli possano avere avuto un ruolo in tutto questo rigoglioso proliferare di siti web, centri studi, libri, think tank, convegni, intellettuali, gruppi di analisi geopolitica che improvvisamente negli ultimi anni si è messo a diffondere punti di vista filorussi da un punto di vista rossobruno. Sicuramente ci sono state delle dinamiche culturali e intellettuali, anche europee, oltre che italiane. Ma questa galassia si è sviluppata troppo rapidamente per non far venire qualche sospetto”.

 

Eppure, adesso, sarebbero stati gli stessi russi ad aver fatto trapelare la vicenda di Savoini: “Come dicevo, il Metropol è un hotel sotto il controllo dei servizi russi. Escluderei invece un ruolo dell’intelligence occidentale. A parte il contesto, in questo momento dopo il viaggio negli Stati Uniti Salvini stava svoltando in chiave pro-Trump. Perché colpirlo?”. Per questa ragione molti giornali stanno ipotizzando un “avvertimento” di Putin. “Può essere. Una vendetta per aver detto a Washington che devono essere i russi a fare la prima mossa in Ucraina, se vogliono veder togliere le sanzioni. La Lega che cerca di giocare su due fronti contemporaneamente, e il Cremlino che gliela fa pagare. C’è qualcosa che non torna però: i russi si rendono conto che con i giallo-verdi hanno il massimo dell’amicizia possibile da parte del governo di un paese che resta parte della Ue e della Nato. Lo sanno che l’Italia non può togliere le sanzioni da sola, e sanno pure che altri governi che a Roma prendessero il posto di questo sarebbero più ostili. Con questo governo possono comunque influenzare il dibattito all’interno di Ue e Nato, indebolendole. Gli va benissimo”.

 

Secondo Germani, “forse bisognerebbe pensare a regolamenti di conti interni ai servizi russi, che riflettono a loro volta i regolamenti di conti all’interno del sistema di potere. Il ruolo di Putin è quello di mantenere l’equilibrio mediando tra i vari clan, e cercando di ridurre questa conflittualità. Potrebbe essere stata un’operazione di una fazione per mettere in imbarazzo un’altra fazione, magari approfittando del dilettantismo di gente che si mette a parlare di certe cose nella hall di un hotel. Li hanno sentiti non solo i servizi, ma pure i giornalisti. Un’altra ipotesi è che sia stato il Cremlino a bruciare di proposito un’operazione che non aveva i crismi della sicurezza. Magari hanno voluto far saltare proprio Savoini, perché era notoriamente un personaggio sotto attenzione”. Altre ipotesi ancora? “Una fonte interna alla Lega per fare casino. Ma mi sembra l’ipotesi meno probabile di tutte. Lo ripeto: quello era un contesto fortemente controllato dai servizi russi”.

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