I sostenitori del candidato sindaco della Lega a Prato, Daniele Spada (Foto Imagoeconomica)

Così Prato e Livorno detteranno la linea per le prossime regionali

David Allegranti

Sfida fra centrosinistra e centrodestra nelle città toscane (ma l’irruenza leghista potrebbe essere dannosa per se stessa)

Roma. Dieci anni fa – era il 2009 – Prato passò di mano dopo 63 anni di governo di centrosinistra. A vincere al ballottaggio fu l’imprenditore Roberto Cenni. Erano i tempi della “civicità”, come la chiamava Denis Verdini. L’impresa durò un lustro perché nel 2014 fu Matteo Biffoni, renziano, a riportare la città al centrosinistra battendo Cenni al primo turno. Nel 2019 è tornato tutto in discussione. Un nuovo ballottaggio, il risultato abbastanza incerto e diverse somiglianze con dieci anni fa. “La vera differenza col 2009 è che allora il candidato del centrodestra, Cenni, aveva un appeal personale indiscutibile legato alla sua storia di imprenditore di successo con Sasch e uno standing elevato nella vita pubblica per i suoi ruoli in Confindustria, ma soprattutto alla guida della fondazione della Cassa di risparmio”, dice al Foglio Carlandrea Poli, esperto di cose pratesi. “Daniele Spada, funzionario di Confcommercio, invece è rispettato in città ma non ha quel tipo di carisma. In più allora il centrodestra trovò una compattezza impareggiabile rispetto a queste amministrative. C’è ad ogni modo un punto in comune: l’impegno dei leader nazionali. Nel 2009 si mosse Berlusconi, nel 2019 è stato Salvini a dare manforte. Solo che questa volta la scommessa sembra essere risposta quasi per intero sull’effetto trascinamento del leader”.

 

Alle europee la Lega ha preso il 33,99 per cento mentre alle comunali solo il 22,84. Il Pd è più stabile: il 32,64 alle europee, il 31,70 alle amministrative. La Lega ha però dimostrato di avere più capacità espansiva, riuscendo ad attrarre l’elettorato grillino. Secondo un’analisi del Cise sui flussi di voto fra le politiche del 2018 e le europee del 2019, il partito di Beppe Grillo ha confermato la sua impermeabilità al Pd, mentre invece “cede verso la Lega”. Il 22 per cento di chi ha votato Grillo nel 2018 ha poi votato per Salvini nel 2019 (percentuale che scende a zero per quanto riguarda il Pd). L’altra domanda è: come si muoverà la comunità cinese? In campagna elettorale Spada si è scagliato contro Marco Wong e Teresa Lin, candidati al consiglio comunale che, in caso di vittoria di Biffoni, potrebbero essere eletti. Sarebbe la prima volta nella storia di Prato per dei cittadini di origine cinese. “Siete sicuri che sia questo il futuro che volete per la nostra città?”, ha chiesto Spada.

 

Il giovane Angelo Hu, coordinatore regionale di Associna, ha però ricordato al candidato di centrodestra che Prato “conta tra i suoi cittadini il 20 per cento di cittadini di origine cinese e che fino a oggi avevano 0 per cento rappresentanza politica in città”. Il ballottaggio pratese è utile perché fornirà indicazioni sulle prossime elezioni regionali, che si terranno fra meno di un anno. Finora nel centrodestra toscano ha prevalso la forza della Lega guidata da Susanna Ceccardi, appena eletta a Bruxelles, convinta il candidato governatore tocchi ai leghisti (ma a Prato sono state proprio le impuntature di Ceccardi a spaccare il centrodestra).

 

L’ex sindaco Cenni, molto attivo in campagna elettorale a sostegno di Spada, intravede la vittoria per il 2020: “Il prossimo anno con le elezioni regionali si potrebbe verificare la possibilità di un cambiamento alla guida della Toscana e finalmente avere verso Prato un atteggiamento meno ostile di quanto la città abbia sofferto fino ad oggi”. Così come la vede Salvini, che crede alla vittoria di Prato e Livorno, altra città toscana al ballottaggio questa domenica (a sfidarsi ancora centrodestra e centrosinistra). Come nel 2014 a fare la differenza potrebbero essere i voti di Buongiorno Livorno, la lista di sinistra che cinque anni fa consegnò la vittoria al M5s. Dopo giorni di trattativa, l’apparentamento fra BL e centrosinistra è saltato, quindi i voti “buongiornisti” sono sul mercato. La differenza è che in questo caso la sinistra-sinistra non dovrà scegliere fra Pd e M5s, ma fra Pd e il candidato di centrodestra proveniente da Fratelli d’Italia. A Livorno, si sa, vige una certa anarchia a sinistra, ma forse votare la destra è un po’ troppo, specie per una città in cui dal 1974 sui muri della Fortezza Nuova resiste la scritta “Msi fuorilegge”.

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  • David Allegranti
  • David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Nel 2020 ha vinto il premio Biagio Agnes categoria Under 40. Su Twitter è @davidallegranti.