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Ecco perché il voto del 26 maggio è l'ultima occasione per l'Europa e per l'Italia

Il direttore Claudio Cerasa intervistato da Tv2000: “Essere europeisti non significa essere a difesa dello status quo. Dalle elezioni potrebbe arrivare una richiesta di cambiamento per il governo del cambiamento”

20 Maggio 2019 alle 17:22

Cosa bisogna aspettarsi dalle elezioni del 26 maggio? La televisione dei vescovi, Tv2000, ne ha parlato con il direttore Claudio Cerasa. “Il paradosso di questa campagna elettorale - spiega - è che la competizione principale è tra i due partiti di governo che sono entrambi, in qualche modo, antieuropeisti. E non avendo grandi argomenti, sono costretti a fare campagna l'uno contro l'altro parlando di tutto tranne che di Europa perché se lo facessero sarebbero costretti a mettere i piedi nella pozzanghera delle contraddizioni del populismo e del fatto che, probabilmente, la 'bolla del sovranismo', così come la intendiamo da tempo, alle prossime elezioni europee potrebbe esplodere”.

 

 

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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